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«Solov'ëv diceva che per capire non basta soltanto la ragione, occorre anche il cuore, l'esperienza». Le parole del grande pensatore russo sono da sempre la bussola per padre Romano Scalfi, l'uomo che negli anni Sessanta valicò la Cortina di ferro comunista e dimostrò all'Occidente la fede sotterranea dei credenti dell'ex Unione Sovietica. Da Tione di Trento dove è nato nel 1923, ne ha fatta di strada l'indomito cattolico altoatesino che nel 1957 a Milano ha fondato il centro studi Russia Cristiana. Un'organizzazione ponte con i territori dell'ex Urss che ha dato voce al «samizdat» (l'autoeditoria clandestina) e continua a far conoscere la tradizione dell'ortodossia russa per incoraggiare il dialogo ecumenico. Il filo con Mosca è costante. Dal quartier generale di Seriate, vicino Bergamo, padre Scalfi a 87 anni ogni giorno sin dalle prime luci dell'alba prega e si collega on line con l'amata Russia.
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