E Ambrogio inventò la lettura «senza voce»
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Dal 31 agosto al 4 settembre si tiene a Cracovia il decimo Colloquio internazionale dedicato a Origene. Pubblichiamo quasi integralmente il testo di una delle relazioni.
Fin dai primi secoli cristiani i padri greci hanno coltivato e raccomandato quella che Origene chiama la thèia anàgnosis, e che i padri latini chiamano lectio divina: e proprio su questo segmento di storia della lectio divina vorremmo concentrare adesso la nostra attenzione, esaminandone i due snodi fondamentali, il primo - decisivo - segnato da Origene, l'altro da Ambrogio e da Agostino.
Questo itinerario storico e teologico non consente di apprezzare lo sviluppo della lectio divina nella tradizione orientale, dopo Origene. Rimane il fatto che l'influsso dei padri orientali è decisivo nella storia complessiva della lectio divina. Tuttavia è nell'ambiente di lingua latina che la lectio si definisce con maggiore precisione nelle sue tappe fondamentali (lectio, meditatio, oratio e contemplatio), a partire appunto da sant'Ambrogio.
In primo luogo ci riferiamo dunque al III secolo, e a quella "svolta origeniana" che ha segnato irreversibilmente la teologia dei padri.