Non fermiamoci alla penultima stazione
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Mercoledì 6, nell'aula magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, il cardinale arcivescovo di Bologna ha tenuto una lectio magistralis sul tema "Dio
e ragione: alleati, estranei, nemici?". Ne pubblichiamo uno stralcio.
Èoriginariamente evidente a ogni persona che esiste nel proprio cuore il desiderio di una felicità senza limiti e senza termini. Come è ugualmente certo che ciascuna persona umana compie scelte diverse, ritenendo che ciò che sceglie sia la risposta al suo desiderio.
Da questa duplice constatazione possiamo forse dedurre che non esiste la risposta alla domanda di felicità, ma solamente tante risposte quante sono le persone? Che non esiste il bene in sé e per sé ma solamente tanti beni quanti sono le persone che vi aspirano? Se così fosse, la ragione non dovrebbe prefigurare un universo di cose ultime, ma solo di cose penultime. O meglio: dovrebbe semplicemente affermare l'esistenza del finito, giudicando la ricerca dell'"oltre il finito" una malattia della ragione. Dobbiamo dunque guardare le cose più in "profondità"; leggere più attentamente la nostra esperienza quotidiana.