La domanda che divise i francescani
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Pubblichiamo stralci di una delle relazioni tenute al convegno di studi "Filosofia, cristianesimo e capitalismo: dal pensiero francescano medievale alla modernità" che si è svolto presso lo Studio filosofico-teologico cosentino di Rende.
Un elemento che influì sulla scelta di una sensibilizzazione sociale dei terziari francescani nella Francia di fine Ottocento fu il fatto che Leone XIII, sensibile alle necessità dei poveri, vedeva nell'applicazione della spiritualità francescana una soluzione alla lotta di classe e i valori francescani come basi sicure dell'armonia fra i vari ceti. A questo proposito, rilevante centralità aveva il Terz'ordine francescano, nel quale era individuato lo strumento preferenziale per diffondere una pietà francescana che poteva esercitare una benefica influenza, come aveva fatto nel Duecento. È interessante vedere come in epoche diverse si sia fatto riferimento al francescanesimo per rispondere alle esigenze del periodo: con Leone XIII c'era il problema della questione operaia e il francescanesimo poteva dare una risposta in quanto sensibile a valori come il lavoro e la povertà; con Benedetto XV il problema era la guerra, e anche lì il francescanesimo era chiamato in causa in quanto portatore della dimensione della concordia.