La Madonna galileiana
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Nell'Immacolata affrescata dal Cigoli per papa Paolo V un anno dopo l'invenzione del cannocchiale c'è la prova che il primo sì della Chiesa alle osservazioni del padre della scienza fu immediato
Galileo Galilei nasce nel 1564 a Pisa. Dieci anni più tardi, con i fratelli e il padre musicista, si trasferisce a Firenze, dove studia medicina. Ma si accorge che non è la sua strada e lascia il corso per dedicarsi alla sua vera passione: la matematica. Dopo un tentativo fallito, nel 1589 ottiene la cattedra di matematica all'università di Pisa, proseguendo gli studi sul pendolo, sui corpi materiali e sul piano inclinato. In questi anni può garantirsi l'appoggio della famiglia del marchese Guidobaldo Del Monte, scienziato non dilettante, e di suo fratello il cardinale Giovanni Maria, lo "scopritore" di Caravaggio. La svolta s'impone nel 1609, quando dall'Olanda arriva uno strumento in grado di amplificare le potenzialità della vista: si chiama cannocchiale e nel 2009 ricorre il quarto centenario dall'invenzione. La sua capacità di ingrandimento viene in breve perfezionata da Galileo per guardare il cielo a distanze inimmaginabili. Nel 1610 i sensazionali risultati dello scienziato sono raccolti e diffusi in latino e in volgare in un testo, il Sidereus Nuncius. Il trattato viene stampato - previa autorizzazione del tribunale dell'Inquisizione - con il corredo di numerose immagini. Gli argomenti sui quali verte sono la luna, la via lattea e le nebulose, le stelle fisse e quattro pianeti veduti ex novo e dedicati ai membri della famiglia Medici.