LA CHIESA STA VINCENDO LA BATTAGLIA CONTRO LA PEDOFILIA
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Certamente tra gli argomenti più diffusi per attaccare la Chiesa cattolica c’è quello dei preti pedofili. Solitamente si insinua che la Chiesa, il Papa, avrebbero fatto poco per porre rimedio alle tragedie causate dall’immoralità di un numero piccolo ma purtroppo esistente di sacerdoti.
In pratica approfittando di alcuni casi di pedofilia nel clero cattolico, in particolare in Irlanda e negli Stati Uniti, autentiche lobby si sono organizzate per amplificare il fenomeno, inventando statistiche fasulle. Proprio negli Usa avvocati d’assalto attaccano intere diocesi per cause miliardarie, chiedendo risarcimenti per danni morali su fatti più o meno accaduti magari tantissimi anni fa. Si è promossa una vera campagna di discredito dei Pontefici, dei sacerdoti, della Chiesa Cattolica e del suo Magistero morale.
All’inizio di quest’anno la casa editrice Sugarco di Milano, ha pubblicato un documentato volumetto, “Pedofilia. Una battaglia che la Chiesa sta vincendo”, del sociologo delle religioni Massimo Introvigne e dello psicologo Roberto Marchesini, che si occupa nella II parte del libro, di approfondire la questione pedofilia dal punto di vista storico, filosofico e clinico.
Il professore Introvigne studia da anni il fenomeno dei preti pedofili e seguendo l’insegnamento di Benedetto XVI, invita a non minimizzare un dramma che purtroppo, tragicamente, esiste, ma nello stesso tempo a non rinunciare neppure a denunciare le falsità, le esagerazioni e le manipolazioni delle lobby. Nel libro si fanno nomi e cognomi di chi distorce volutamente la realtà al servizio di una vera e propria “agenda anti-cattolica”. Soprattutto Introvigne denuncia quella “congiura del silenzio su un dato di fatto che appare sempre più macroscopico, ma che i grandi media continuano colpevolmente a ignorare: le misure di prevenzione della Chiesa volute da Benedetto XVI e da Papa Francesco funzionano, e i casi di preti pedofili diminuiscono sensibilmente fino quasi a sparire in Paesi un tempo molto colpiti da questa piaga vergognosa”.
Nel 2010 il professore Introvigne aveva pubblicato un libro, “Preti pedofili. La vergogna, il dolore e la verità sull’attacco a Benedetto XVI”, pubblicato da San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), nel testo il professore sosteneva che “la pedofilia diffusa tra il clero era un fenomeno reale, giustamente denunciato dal Pontefice Benedetto XVI, il quale non si limitava alla denuncia ma indagava anche sulle sue radici, rintracciandole nella rivoluzione antropologica degli anni 1960, che aveva coinvolto la morale ed era penetrata anche nella Chiesa Cattolica”. Inoltre questo dramma reale, definito dai sociologi come “panico morale”, secondo Introvigne“era stato amplificato oltre ogni ragionevole misura dai media, creando l’impressione che i preti pedofili - certamente meno dell’uno per cento del totale dei sacerdoti nei Paesi per cui si dispongono di studi statistici seri – fossero invece una percentuale significativa del clero mondiale”.
Ora a distanza di tre anni nel libro della Sugarcoedizioni, Introvigne sviluppa due concetti: nel 1°, continua la diffusione del “panico morale”, creato dai vari “imprenditori morali”, cioè quelle persone e gruppi interessati a lucrare sul panico e quindi imbastire una campagna di speculazione politica e di screditamento della Chiesa. Nel 2° aspetto è che aveva visto giusto tre anni fa in quel libro, le misure prese dalla Chiesa Cattolica si stanno rivelando efficaci.
Ritornando al testo della Sugarcoedizioni, il professore torinese inizia a raccontare “lo snodo irlandese”, nel Paese sono accaduti alcuni dei più gravi e tristi casi di preti pedofili, realmente veri, che nessuno può negare e che hanno provocato una grave crisi del cattolicesimo irlandese. Peraltro lo stesso Benedetto XVI si era rivolto con una lettera sulla pedofilia il 19 marzo 2010 innanzitutto ai cattolici.
In sostanza la Chiesa non intendeva negare o sminuire la realtà degli abusi. Soltanto che una parte del mondo politico irlandese “ha tentato di approfittare della tragedia dei preti pedofili per proporre attacchi alla Chiesa che hanno lo scopo culturale di archiviare la tradizionale Irlanda cattolica per sostituirla con una ‘europea’, aperta all’aborto – introdotto nel 2013 – e in prospettiva al matrimonio omosessuale”.
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