Imprese «sociali» per i beni pubblici
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«L'impresa oggi dovrà entrare sempre più nel campo dei beni comuni», e cioè nella «gestione dei beni comuni, come l’acqua, le fonti di energia, le comunità, il capitale sociale e civile dei popoli e delle città». Lo ha detto ieri il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Benedetto XVI, inaugurando in Vaticano l’Executive Summit on Ethics for the Business World. «Poiché – ha spiegato il porporato – in una economia complessa e globale non può più essere lo Stato o il pubblico da solo ad occuparsi dei beni comuni, che per una sana gestione hanno bisogno del talento imprenditoriale». «Ma – ha subito aggiunto – proprio per questo, per i beni comuni c’è un urgente bisogno di imprenditori che non abbiano come mero scopo il profitto». «Occorrono quindi – ha proseguito – sempre più imprenditori civili, che puntando all’innovazione, alla creatività e all’efficienza, sono mossi da moventi più grandi del profitto, e concepiscono la loro attività all’interno di un nuovo patto sociale con il pubblico e con la società civile».
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