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AdorazionePastoriL’anno civile si apre con una solennità molto cara a tutti i cristiani: quella che celebra Maria come la Santa Madre di Dio e che cade nell’ottava del Natale del Signore nonché nel giorno della sua circoncisione. È anche la prima festa mariana comparsa nella Chiesa occidentale. (Vaticannews.va)


Considerazioni generali
Parlare della Madonna  è la cosa più bella e più cara per un cristiano. Al semplice nominarla il cuore si apre alla gioia e alla speranza. Sentimenti che crescono a livello esponenziale, se si prende a “guida” colui che della Vergine Maria è il Cantore e il Difensore della sua Immacolata Concezione.
Al momento della gioia spirituale, però, non è disgiunto quello della difficoltà a motivo della grandiosità e profondità dell’argomento. Sembra poter utilizzare l’affermazione di Isaia: “se non crederete, non comprenderete” (7, 9); e con l’osservazione mnemonica di un saggio: “prima di credere, ero in grado di parlare di Dio, ora che credo, ho perduto tale possibilità”.
Che vuol dire questo?
Il discorso intorno alla Madonna non è autonomo. Deve passare attraverso il discorso su Cristo. Ciò comporta che nei destinatari del messaggio mariano si esige una fede autentica e matura in Cristo Gesù.  Come solo Cristo rivela il mistero di Dio, perché ne è la vera immagine visibile, così solo Cristo svela l’arcano segreto della Madre sua.
La fede in Cristo apre la via al discorso su Maria, la cui maternità verginale è presentata come segno della divinità del suo Figlio. Lo stretto legame di Madre-Figlio li rende uniti inseparabilmente sia nella storia sia nella preistoria e sia nella metastoria. L’unione non distrugge, però, la differenza qualitativa: Cristo è Dio e Maria, una creatura. Maria rimanda sempre a Cristo, mentre Cristo solo a Dio.
Queste indicazioni generali saranno illuminate da alcune intuizioni del suo Dottore per eccellenza, così da rendere il cammino verso la Vergine Maria scientifico e sistematico, originalità e attuale. Nella sua interpretazione mariologica si distinguono facilmente tesi originali e tesi comuni. Tra le prime sono da ricordare: la Predestinazione assoluta, la Maternità attiva, l’Immacolata Concezione e, di conseguenza, anche l’Assunzione. Qui, l’attenzione si polarizza sulla Maternità.

Unico caso di Madre di Dio
Unico caso accertato nella storia, che una creatura sia venerata come “Madre di Dio”, sembra quello proposto dalla Chiesa cristiana, che dichiara essere verità di fede la proposizione: la Vergine Maria è “Madre di Dio”. La dichiarazione dogmatica risale al 431, con il Concilio di Efeso che afferma essere in Cristo la natura umana e divina nell’unica persona del Verbo di Dio, e, di conseguenza, Maria come Madre di Cristo è anche Madre di Dio: Theotókos (da Theos: Dio e tikto: partorire; Colei che partorisce Dio; in latino: Deipara (Deus: Dio e para: da parere, partorire). In quanto Madre di Dio-Uomo, si può dire anche (Dei Genitrix: Madre di Dio) in forza del principio della communicatio idiomatum.
La traduzione italiana di “Madre di Dio”, per sé, anche se è comune, non rende bene né il testo greco né quello latino, anzi, potrebbe dare adito a qualche difficoltà, se non si è abbastanza attenti. L’imprecisione è dovuto al fatto che nella lingua italiana, il termine “madre” indica normalmente colei che genera, ossia colei da cui ha origine il figlio; invece, i due termini classici - greco e latino - indicano solo colei che ha partorito. Distinzione delicata che introduce al mistero: Maria ha dato alla luce, in “carne umana”, il Verbo, seconda persona della Trinità.
Teologicamente parlando, quindi, il Dogma è più di natura cristologica che mariana, nel senso che asserisce qualcosa meno su Maria che su Cristo. Finalità del dogma, infatti, è chiarire la relazione delle due nature di Cristo, come rispecchia il clima storico della definizione di Efeso. Il mistero dell’Incarnazione consiste proprio in questo: Cristo ha due nature, Divina e Umana e una sola Persona, quella del Verbo. Le due Nature sono in perfetta unione nella Persona di Cristo, e non sono separate. Cristo allora è nello stesso tempo vero Dio (Natura e Persona del Verbo) e vero Uomo (solo Natura Umana senza Persona Umana).
Liturgicamente la festa venne istituita da Pio XI, nel 1931, a ricordo del XV centenario del concilio di Efeso, fissando la celebrazione all’11 ottobre, giorno in cui nel 431 venne proclamato il dogma. Con la riforma liturgica del 1969, invece, la Chiesa ha riportato la festa al 1° gennaio, come auspicio di bene per ogni uomo e modello per ogni cristiano; celebrazione che conclude anche l’ottava di Natale.

Spiegazione teologica del dogma
Per comprendere la possibilità che la Vergine Maria possa essere venerata come Madre di Dio, è da premettere un’osservazione: tutte le verità in suo onore non sono né autonome né indipendenti, ma dipendono tutte dal Cristo, suo Figlio.
La prima e fondamentale verità su Cristo, da cui discendono tutte le altre verità, come cascata di perle preziose e gioiose, che allietano il cuore e illuminano gli occhi, è quella della “predestinazione assoluta”; nella quale, è logico, che Cristo si sceglie la Madre da cui nascerà storicamente nella “pienezza del tempo” (Gal 4, 4), dopo averla arricchita di ogni grazia, che una creatura possa sopportare, rendendola prima Immacolata e poi Assunta in ciel di “Sol vestita” (Ap 12,1).
Così, nell’unico e medesimo atto di predestinazione, Dio predestina sia Cristo che Maria, come è stato già ricordato nel dogma dell’Immacolata Concezione da Pio IX, che nella sua bolla Ineffabilis Deus, accetta l’interpretazione data da Duns Scoto. E tutto questo è implicitamente incluso nel grandioso e sublime mistero del disegno di Dio rivelato da Paolo: “Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui [Cristo] ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto” (Ef 1, 3-6).
Questo testo rivelato è fondamentale per inquadrare direttamente le verità cristologiche e quelle mariologiche indirettamente, perché rappresenta la struttura generale entro cui è racchiuso in nuce tutto il patrimonio della storia della salvezza, che gradualmente si stenderà nell’arco del tempo fino alla sua consumazione. (continua a leggere su Santiebeati.it)


-> VD anche

Maria SS.ma, Madre di Dio