Sono trascorsi quasi trent’anni da quando, nel lontano gennaio del 1998, l’archivio dell’ex Sant’Uffizio, con i suoi scrigni di fonti e saperi nascosti, veniva aperto alla consultazione degli studiosi. Artefici di quel gesto dirompente, alle porte del Giubileo del 2000, furono papa Giovanni Paolo II e il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Joseph Ratzinger. Ora il libro L’Inquisizione romana, Nuove ricerche nuove prospettive. Studi per Agostino Borromeo (Libreria Editrice Vaticana, pagine 642, euro 25,00) racconta quanto dal 1998 ad oggi il mondo della ricerca accademica ha potuto scoprire e così sfatare molto della leggenda nera attorno al mondo dell’Inquisizione. Presentiamo un ampio stralcio dell’intervento di Adriano Prosperi, dal titolo L’Inquisizione dalla polemica alla conoscenza storica. (Filippo Rizzi)Continua su Avvenire