Rassegna stampa Speciali

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studiare latinoLa recente decisione della Fraternità San Pio X (FSSPX) di procedere, nonostante l’accorato richiamo del Sommo Pontefice e gli inviti a riconsiderare la decisione giunti da ogni parte del mondo cattolico, ha suscitato, com’è ovvio, commenti di vario livello, dai più competenti a quelli per lo meno approssimativi. Per chi si interessa di musica sacra, di liturgia e di latino liturgico (si veda di recente https://www.scholapalatina.it/courses/il-latino-e-la-cultura-cattolica/) è spiacevole e doloroso constatare che, ancora una volta, si sono definiti i cosiddetti ‘lefebvriani’ come sostenitori delle “messa in latino”: in modo questa volta non solo approssimativo, ma del tutto errato. Premesso che le vere cause del contrasto tra Roma e la Fraternità sono di natura primariamente dottrinale, come risulta dalla cosiddetta “professione di fede” inviata a Roma dal Superiore (cfr https://fsspx.news/it/news/professione-di-fede-cattolica-della-fraternita-sacerdotale-san-pio-x-illuminare-le-anime-di), è opportuno fare un po’ di chiarezza.

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