Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Gli amici scrivono
  Leggo sul blog Anna Vercors dell'amica Maria Vittoria un articolo di Antonio Socci che polemizza con il quotidiano “Repubblica” dove in prima pagina giustamente auspica la liberazione della povera Sakineh, la ragazza iraniana dallo sguardo dolce e triste, condannata dallo Stato degli ayatollah alla lapidazione. Soltanto che il quotidiano che fu di Scalfari scrive a caratteri cubitali e virgolettato: Fermiamo l’orrore sul corpo di quella donna. La lapidazione è medievale, una punizione che non esiste nel Corano”. Sotto questa colossale baggianata, la Repubblica ha riportato i nomi dei Premi Nobel Shirin Ebadi, Luc Montagnier, Rita Levi Montalcini, Harald Zur Hausen, Claude Cohen-Tannoudji e Gerhard Ertl. Io non sono giornalista e neanche un premio Nobel, però ho studiato il Medioevo, ho letto dei buoni libri e articoli di studiosi del periodo e non mi risulta assolutamente che nel Medioevo si arrivasse a praticare la lapidazione. Certo c'è un diritto all'ignoranza – scrive Antonio Socci - ma per la povera gente che non ha potuto studiare, non per i premi Nobel o per i “maestri del pensiero” che pontificano dalle prime pagine dei giornali prendendo topiche imbarazzanti. Sembra che la frase sulla lapidazione l'abbia scritta l'avvocatessa iraniana, Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace, “La lapidazione è una forma di punizione medievale che non esiste sul Corano”. A questo punto Socci scrive: “Lasciamo perdere la seconda parte della frase (“una punizione che non esiste nel Corano”), anche se sospetto che i mullah di Teheran conoscano ciò che dicono il Corano e gli altri testi normativi dell’Islam meglio di noi. La cosa che mi ha fatto sobbalzare è quell’altra, perché è platealmente falsa: “la lapidazione è medievale”. Non so se la Ebadi intendeva parlare del “Medioevo islamico”, ne dubito perché altrimenti avrebbe dovuto dirlo”. (Antonio Socci, Salva Sakinh ma lapidato il medioevo, 9.9.2010 Libero). Ora qualsiasi storico serio della storia medievale sa che questo è falso, faccio qualche nome, Franco Cardini che tra l'altro da qualche tempo è molto vicino alla cultura islamica, ha negato che nel Medioevo i cristiani lapidassero le donne ritenute adultere. Ma anche Umberto Eco, che è una firma autorevole di Repubblica ed è un appassionato di quell’epoca potrebbe spiegarlo in un attimo alla redazione di quel giornale. Perché è incredibile che il quotidiano più diffuso, un giornale importante come Repubblica cada in questo colossale errore. E poi c'è la celeberrima pagina del Vangelo in cui Gesù salva l’adultera dalla lapidazione, prevista dalla legge ebraica di quel tempo, ha segnato una svolta storica. La pietà e il perdono di Dio irrompono nel mondo e lo ricreano. Penso che sia ormai nota la rivoluzione, la novità, che ha portato Gesù nel mondo, soprattutto nei confronti della donna. Gesù pronuncia parole durissime proprio contro quelli che si ritengono “perbene”, contro chi pretende di non essere peccatore, di non aver bisogno di perdono e di aver diritto di lapidare gli altri. Questi “maestri della legge” vengono da lui chiamati “ipocriti” e “sepolcri imbiancati”. Gesù tuona: “Serpenti, razza di vipere! Come potrete evitare i castighi dell’inferno?” (Matteo 23, 4 e sgg). Gesù dice loro provocatoriamente: “i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno dei cieli” (Mt 21, 31). Dopo Gesù il mondo non è più lo stesso. Finisce anche l’orrore della schiavitù femminile. In tutte le civiltà antiche la donna poteva essere uccisa anche per futili motivi, come nella Roma imperiale. Con il cristianesimo inizia l’unica, vera e duratura rivoluzione per le donne. E’ con Gesù, letteralmente con la sua venuta, che la donna acquista una dignità che non aveva mai avuto e che, anche giuridicamente, è pari all’uomo. E la più alta fra le creature sarà la Madonna. E tutta questa rivoluzione è cominciata con il Medioevo che è la prima, grande fioritura della civiltà cristiana  ed è finalmente l’epoca della storia in cui non si è più potuto lapidare la donna adultera, né considerare la donna un oggetto su cui esercitare diritto di vita o di morte. Anche se ovviamente il Medioevo non sia stato pieno solo di santi: gli uomini continuavano a essere peccatori e barbari. Avrà avuto i suoi difetti, ma non lapidava le donne.  Chi ha voglia di approfondire, ormai da anni si possono leggere gli ottimi libri di Regine Pernoud, una storica francese che ha passato la vita nelle biblioteche polverose a studiare il Medioevo, due titoli per tutti, Medioevo. Un secolare pregiudizio, e ancora Luce del Medioevo. La Pernoud per giunta protestante, con i suoi meravigliosi testi demolisce i tanti luoghi comuni calunniosi che dal Settecento sono stati ingiustamente diffusi sul Medioevo. Basati su falsità e ignoranza.  Perché si è arrivati a tanti pregiudizi, perché nel Medioevo c'è tanto cristianesimo ecco perché Philip Jenkins, insigne professore di storia e studi religiosi presso la Pennsylvania State University, scrive che l'anti-cattolicesimo è l'unico pregiudizio a essere rimasto accettabile in America. Nei nostri media e nella nostra cultura popolare non vi sono molte remore quando si tratta di ridicolizzare o di parodiare la Chiesa. Infatti gli studenti di una scuola qualsiasi, sulla Chiesa, di solito, conoscono solo la sua “corruzione”, della quale i loro insegnanti delle scuole superiori hanno trasmesso loro infiniti racconti di variabile credulità. Per loro, la storia del cattolicesimo è fatta di ignoranza, repressione e stagnazione. Nessuno ha raccontato agli studenti che dobbiamo alla Chiesa, il sistema universitario, le beneficienze, il diritto internazionale, la scienza, gli ospedali e molto altro ancora. In effetti l’epoca del “politically correct”, che ha messo al bando tutti i pregiudizi basati sull’appartenenza etnica, religiosa, sessuale o sociale, ammette solo quello contro la Chiesa cattolica.Sulla Chiesa e sui cattolici di oggi e di ieri si possono impunemente sparare sentenze di condanna morale e culturale, immotivate e ingiuste. Qualcuno potrebbe obiettare: che cosa centra il Medioevo con la barbara lapidazione della povera Sakinh? Sì. Perché in definitiva la salvezza delle tante Sakineh sta solo nella novità portata dal cristianesimo. Come è stato per l’Europa. E’ vero quindi l’esatto contrario di quanto proclamato dalla prima pagina di Repubblica. Proprio il Medioevo segna, nella storia mondiale, la fine di quell’orrore. La Ebadi avrebbe dovuto dire: purtroppo non siamo al Medioevo cristiano.  

Rozzano MI, 18 settembre 2010
 
S. Giuseppe da Copertino                                                    DOMENICO BONVEGNA
                                                                                        
                                                                                     
 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.