Gli amici scrivono

Berlino attivisti del ROG aggrediti dalla PoliziaMentre scorrono le immagini su Fb, la prima cosa che viene in mente: ma si stanno comportando come i nazisti della Gestapo. Mi riferisco agli agenti di polizia tedesca che a Berlino il 16 giugno scorso hanno aggredito e malmenato gli attivisti polacchi del Movimento per la Difesa delle Frontiere (ROG), che volevano pregare e collocare una croce di legno accanto a un masso in memoria delle vittime polacche della Seconda Guerra Mondiale.

L'aggressione è stata motivata unicamente dal fatto che gli attivisti del ROG secondo la polizia i polacchi non avevano il permesso per farlo. “Il filmato, scrive Wlodimierz Redzoich, diffuso online, mostra a un certo punto il leader del ROG, Robert Bakiewicz immobilizzato a terra da ben cinque agenti e con la faccia schiacciata contro la terra. I filmati mostrano anche che la polizia si accanisce contro persone che portano una croce, le staccano dalla croce, le buttano per terra e ammanettano. E si tratta di persone di una certa età. La croce sottratta ai polacchi si vede buttata per terra. La foto che sciocca di più mostra un uomo che tiene il rosario nelle mani ammanettate. Non bisogna allora meravigliarsi se nei social media polacchi, sotto tali foto e filmati, compaiano commenti quali: «La polizia tedesca come la Gestapo!» (Germania. Onoravano le vittime di guerra, la polizia tedesca picchia i polacchi, 20.6.26, lanuovabussola) Redzoich va giù pesante nei confronti della Germania, che praticamente fu responsabile della Seconda Guerra Mondiale e si rivela incapace di mostrare il minimo rispetto per la memoria delle sue vittime. Se ai polacchi nella capitale tedesca viene impedito di rendere omaggio ai loro compatrioti assassinati, allora ci troviamo di fronte a qualcosa che dovrebbe preoccupare non soltanto i polacchi ma tutta l’Europa. Per capire meglio cosa è successo il 16 giugno a Berlino bisogna ricordare cosa è successo l’anno scorso. Esattamente un anno fa, vicino al Bundestag, è stata eretta la "Pietra della Memoria per la Polonia 1939-1945". Un enorme masso, con una targa in tre lingue, intende commemorare le vittime polacche del nazismo e dell'occupazione tedesca. Doveva essere un gesto di riconciliazione delle autorità tedesche verso la Polonia, ma invece ha provocato le reazioni sdegnate di tanti polacchi. Tra l’altro scrive il giornalista polacco, la Germania è il Paese che durante la guerra distrusse la Polonia causando milioni di morti e che non ha mai pagato dei risarcimenti di guerra, come ha fatto con tanti altri Paesi, si voleva "ripulire la coscienza" con un sasso! A seguito dell'occupazione tedesca, la Polonia ha perso quasi sei milioni di cittadini, di cui la metà erano ebrei. Redzoich fa l’elenco dei vari assassinii che le SS hanno procurato. In pratica hanno liquidato buona parte dell’intellighenzia polacca. Per di più i tedeschi deportarono in Germania, per germanizzarli, circa 200 mila bambini! Uccisero quasi tutti i pazienti degli ospedali psichiatrici. Diedero alle fiamme oltre 800 villaggi, in tutto o in parte, uccidendo i loro abitanti. Due milioni e mezzo di polacchi, la maggior parte dei quali di età compresa tra i 15 e i 24 anni, furono costretti ai lavori forzati per arricchire ditte tedesche come Hugo Boss, ThyssenKrupp, Daimler-Benz, BMW, Audi, Bayer, AGFA, Siemens, Dr. Oetker, Zeiss, Bosch, Maggi, BASF, IG Farben e migliaia di agricoltori tedeschi.  A ciò si aggiunsero la rovina dell'economia, la distruzione delle infrastrutture industriali, energetiche, dei trasporti e dei servizi, il saccheggio e la rimozione di intere fabbriche e officine, la confisca di prodotti agricoli e bestiame, il furto di beni bancari e risparmi milionari. E non si può scordare l’enorme perdita del patrimonio culturale: i tedeschi rimossero 516 mila opere d'arte, spogliando gallerie e collezioni private, demolirono 25 musei, distrussero il 43% degli edifici storici e delle chiese e saccheggiarono o bruciarono 15 milioni di libri. La stragrande maggioranza delle opere d’arte non è ancora stata restituita ai legittimi proprietari, spesso a causa delle leggi tedesche che impediscono tale restituzione. Il giornalista sottolinea con forza: la Polonia non è stata mai risarcita per queste spaventose perdite umane ed economiche. Non solo, il governo tedesco fa una politica storica per sminuire le responsabilità tedesche dei crimini durante la Seconda Guerra Mondiale e, ancora peggio, tenta d’incolpare le vittime di collaborazione. Per questo motivo i fatti di Berlino acquisiscono una gravità ancora maggiore. Cosa succederebbe se un simile brutale attacco della polizia tedesca riguardasse i musulmani che manifestano in favore della Palestina? Cosa succederebbe se la polizia polacca brutalizzasse ebrei con bandiere israeliane ad Auschwitz per una pacifica ma “non autorizzata” manifestazione in ricordo delle vittime ebree nei campi di concentramento? Domanda Redzoich. Ancora più grave, non c’è reazione dei media, non c’è sdegno generale, i vergognosi video non vengono mostrati alle televisioni. Gli eventi a Berlino rappresentano anche una prova per Donald Tusk e Radosław Sikorski, persone note per la loro sudditanza verso le oligarchie di Bruxelles e la Cancelleria tedesca. Reagiranno al comportamento vergognoso della polizia tedesca nei confronti dei polacchi o rimarranno in silenzio per non offendere i loro “protettori”?

Torino, 20 giugno 2026

Madonna della Consolata    a cura di Domenico Bonvegna