La proposta è venuta nientemeno che da un ex appartenente ad Alleanza Nazionale, il senatore Adolfo Urso, è stata subito accolta dal presidente della Camera Gianfranco Fini, nonché da Massimo D'Alema, che ne hanno discusso al convegno di Farefuturo e Italianieuropei. L'ora di religione islamica la vuole anche il cardinale Martino, che non è "il Vaticano" ma spesso una voce fuori del coro.
Per il sociologo delle religioni Massimo Introvigne l'ora di religione islamica è un errore, per due buoni motivi. Innanzitutto chiediamoci perché proprio l'ora islamica e non quella ortodossa o Testimone di Geova? E' possibile che se parliamo di pratica religiosa regolare queste comunità siano più numerose degli islamici in Italia. I Testimoni di Geova in Italia sono 400.000 e gli ortodossi - in maggioranza immigrati - mezzo milione, mentre del milione e più d'immigrati di origine islamica è difficile dire quanti mantengano un contatto con la loro religione. Si potrebbe continuare citando tutti gli altri credi che potrebbero chiedere l'insegnamento, ne risulterebbe una Babele e un supermercato delle religioni.
Qualcuno però obietta perché allora soltanto l'ora di religione cattolica? Il legislatore ha voluto riconoscere il ruolo della tradizione cattolica nella nostra storia e nel nostro ethos nazionale, non dare a tutti i ragazzi che vivono in Italia la possibilità di trovare a scuola la "loro" religione. E' una questione di diritti della maggioranza e poi c'è quella culturale e storica. "La storia italiana, la storia politica, morale, letteraria, artistica è una storia ‘cattolica'. Dalla Divina Commedia a Manzoni, alle Madonne di Raffaello, alle sculture di Michelangelo. Insegnare la religione cattolica come si deve significa insegnare la nostra cultura, questo può essere un bene in primo luogo per noi, ma anche per gli immigrati. (Marcello D'Orta, L'ora di religione islamica? Un modo sicuro per impedire l'integrazione, 20.10.09 Il Sussidiario.net).
Il secondo motivo: chi dovrebbe insegnare l'ora di religione islamica? Tutti i governi, scrive Introvigne di destra e di sinistra, in Italia ma anche in Francia, in Belgio e in Spagna hanno provato a trovare un interlocutore musulmano unico e rappresentativo. Nessuno ci è riuscito. In Francia è viva la discussione su come il Consiglio francese del culto musulmano (CFCM), costituito dall'allora Ministro dell'Interno Sarkozy per dare allo Stato un interlocutore islamico, nella sostanza non funzioni. Da una parte, per presentarsi come rappresentativo, ha dovuto includere le organizzazioni più fondamentaliste - che lentamente ne stanno prendendo il controllo, proprio quello che Sarkozy non voleva -, dall'altra le liti fra musulmani, e fra i governi che li finanziano (Algeria contro Marocco, Arabia Saudita contro Maghreb), ne paralizzano il funzionamento.
Una volta stabilita l'ora di religione islamica occorrerebbe trovare anche in Italia chi impartisca le lezioni. Se fosse l'organizzazione più grande, l'UCOII, l'Unione delle Comunità e Organizzazione Islamiche in Italia (che peraltro si è detta non interessata), avremmo la scuola di fondamentalismo islamico finanziata dallo Stato. Se non fosse l'UCOII questa - che, piaccia o no, controlla ancora la maggioranza delle moschee italiane (nonostante pregevoli sforzi per creare alternative) - avrebbe ragione di dire che gli insegnanti non sono rappresentativi, sono "musulbuoni", "sindacalisti gialli dell'islam" o "zii Sam", come va già dicendo per qualunque iniziativa che non la ricomprenda. (Massimo Introvigne, Ora di Religione islamica a scuola: le ragioni del no. Cesnur.org)
E poi sarebbe interessante capire i contenuti che andrebbe a insegnare il professore di islam, forse che sarebbe giusto lapidare le donne adultere, o che bisogna uccidere la propria figlia quando si innamora di un cristiano? Come si possa giustificare la presenza in una classe italiana di un professore che vada ad insegnare dei precetti che sono contrari alla Costituzione Italiana?
DOMENICO BONVEGNA