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I motivi della crescente disaffezione dei cittadini dalla politica stanno su certe disfunzioni e paradossi che non "incantano" più l'elettore.

Urge, sia per l'opinione pubblica e per i cattolici in particolare, che pervenga dalla politica un'azione concreta di stimolo, offrendo, soprattutto, un valido contributo per tenere insieme concretezza e coerenza.

I cattolici sono smarriti!

Non hanno più un punto di riferimento!

Allora si verifica, come i dati statistici e le previsioni enunciano che la forte possibile astensione dal voto dell'elettorato ritenuto moderato favorisce ed agevola Partiti e Movimenti che possono contare sui loro fedelissimi sempre docili ai loro comandi.

Sono tutti bravi a demolirsi l'un l'altro, ma incapaci a far sorgere nell'elettore modelli di profondo valore etico.

Il discernimento politico per le prossime elezioni regionali dovrebbe considerare i valori non negoziabili dell'essere umano: cioè il rispetto della persona dal concepimento alla morte naturale e difesa della famiglia composta da uomo e donna.

Il nostro è un Paese in continua convulsione, in continua agitazione, nonché di sfiducia per una classe politica sempre più meno affidabile.

Inquietudine, disagio, insoddisfazione.

Si è perso il senso del reale.

Si cerca di rivolgersi ai cattolici cambiando sigle, inventandone delle nuove, ma serve a poco se non sono trasparenti le coscienze, se l'egoismo non cede il posto all'altruismo, se le parole non si tramutano in opere e non ultimo se il potere non viene inteso come servizio ai cittadini.

Un personaggio storico ha detto: non con l'oro, ma col ferro si riscatta Roma.

Morale: i voti si conquistano, ripeto, con le buone opere per il bene comune!

 

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