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vittorio messoriIl funerale di Vittorio Messori nell’Abbazia di Maguzzano a Desenzano del Garda, alla presenza dei parenti e di molti amici e colleghi. Le esequie sono state celebrate dal vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, che è anche presidente della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali della Cei. Presente anche il neo Ministro del Turismo del Governo italiano, Gianmarco Mazzi.

«Ciò che mi interessa è la fede, la possibilità stessa di credere, di scommettere sulla verità del Vangelo. Il resto è solo una conseguenza. Etica, società, lavoro, politica, tutto necessario, ma assurdo. Se prima non si sa già l'esistenza e la resistenza del chiodo che deve reggere ogni cosa e quel chiodo è Gesù». Questa la citazione di Messori che è stata riportata nell’omelia di monsignor Pompili e che certamente è il cuore della vita del grande giornalista cattolico, un monito che è stato anche il centro del suo lavoro di apologeta capace di coniugare fede e ragione.

«Gesù è il chiodo esistente e resistente a cui Vittorio è rimasto attaccato fino allo scorso Venerdì Santo. Lo stesso chiodo della sua amata Rosanna scomparsa anch'essa proprio al Sabato Santo. Come è stato scritto», ha ricordato monsignor Pompili, «”se oggi potranno festeggiare la Pasqua insieme, sarà bellissimo”».

Toccante la confidenza che ha chiuso l’omelia di monsignor Pompili: «A pensarci, Vittorio, più che “un orso”, è stato un uomo libero, appunto da essere frainteso e perfino strumentalizzato, ma Vittorio era libero e lo era perché era vero, come abbiamo ascoltato nella pagina proclamata per prima dalla bocca dell'apostolo Paolo al giovane Timoteo: «So infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato». Ma come Vittorio ha custodito ciò che gli era stato affidato, cioè come ha custodito la fede, l'ha custodita lasciandosi ispirare da Maria che a dire il vero nei Vangeli non ha un particolare rilievo, non parla quasi mai, ma attrae per la speranza che la pervade e Vittorio Maria la incontrava, confrontandosi, anzi specchiandosi negli occhi soprattutto di Santa Bernardette a Lourdes.

Sulla bara è stata notata una grossa corona di fiori voluta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.Eppure, Vittorio Messori non aveva fatto attività politica,- scrive Andrea Zambrano - né si ricordano particolari legami col governo in carica e neppure con quelli precedenti. Il suo lavoro di studioso esulava dalle contingenze politiche del momento” (Il ministro Mazzi: L'omaggio del Governo a Messori: «L'Italia gli riconosca un posto», 13.4.26, lanuovabussola) Il ministro Mazzi presente al funerale ha spiegato alla Bussola subito dopo la Messa il perché della sua presenza: «Sono venuto in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, del presidente Giorgia Meloni che lo stimava e del Sottosegretario Alfredo Mantovano, che a Messori si sentiva particolarmente legato», ha spiegato, aggiungendo anche la sua vicinanza personale allo scrittore. Una «vicinanza intellettuale», precisa Mazzi: «Lo avevo conosciuto una ventina di anni fa in occasione di un evento e ne rimasi molto affascinato, ma la mia conoscenza di Messori risale alla lettura dei suoi libri, in particolareIpotesi su Gesù Varcare la soglia della speranza», il libro di San Giovanni Paolo II curato proprio da Messori. «Libri che mi hanno dato un grande beneficio spirituale e culturale – ha aggiunto il ministro in questa intervista con la Bussola – e che lo rendono un protagonista indiscusso della cultura italiana e non solo». Perché? Chiediamo: «Perché ho ammirato il suo coraggio nell’accendere il dibattito sui grandi temi della religione e in particolare sul ruolo del Cristianesimo nella società. Aveva una posizione a mio avviso più che giusta contro il materialismo e contro l’eccesso di progressismo, che ha portato ad una deriva nichilista. Vede, io vengo dal mondo dello spettacolo e nel ripensare a Messori faccio mia l’espressione che ho letto su un giornale e che mi pare la miglior definizione del suo lavoro culturale: ha assunto il ruolo di “sale della terra”, che poi è l’espressione che il Vangelo riserva a ogni cristiano. Ecco penso che Messori abbia interpretato perfettamente questo ruolo, quasi incarnandolo e credo che lasci ora un’eredità molto importante per tutti». Infine, il neo ministro fa un auspicio: «Sarebbe opportuno che questo Paese trovi il modo di tributargli questo merito – ha aggiunto – anzi, le posso dire che io stesso mi adopererò affinché questo possa avvenire nelle forme che meglio si possono individuare. Penso che l’Italia dovrebbe riconoscergli un momento, uno spazio adeguato, un posto di rilievo tra le figure più importanti del Paese perché Messori ha avuto il coraggio della libertà di fronte alle mode del momento, che ha saputo contrastare con la sua grande attività di ricerca e di studio. E questo lo rende ai miei occhi di cattolico e di uomo delle istituzioni ancora più autorevole».

Torino 19 aprile 2026

S. Emma                                             a cura di DOMENICO BONVEGNA