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Il Punto
arcobaleno-alleanza-di_dio.jpgUna delle diverse derive del relativismo diffuso è quella riguardante la ricerca e l'annuncio della Verità.

Poiché siamo tutti colpevoli, cercare la Verità, proclamarla, agli occhi dei relativisti, risulta come ipocrisia.

Questo è il criterio che gira nel paese a proposito della vita politica e anche delle sotto-questioni riguardanti la vita di personaggi pubblici.
Poiché tutti rubano cercare di essere onesti non vale più.
Poiché siamo tutti peccatori è ipocrita annunciare la Verità.
Poiché tutti hanno qualche scheletro nel'armadio non ha più senso proclamare i principi fondanti il nostro essere uomini.
Poiché questa classe politica si è costruita un sistema a suo uso e consumo va deligittimata senza creare una proposta etica.
Ma il relativista uccide se stesso dimenticando che quello che ci fa essere uomini, pienamente uomini, è quello di accogliere la Verità e cercarla al contempo.
Proclamarla, anche se ne siamo inadeguati, avere una tensione etica, anche se dissonante con tanti aspetti della nostra vita, non è ipocrisia ma arte, vera evoluzione e vera crescita.
E' vocazione ad essere uomini.
La ricerca della verità, se onesta, proclama sempre la nostra limitatezza ma non esclude la crescita e la tensione. La verità illumina chi la proclama (e lo corregge) e illumina chi la ascolta.
La Verità ci umanizza.

Il vero ipocrita è invece proprio il relativista che, per fuggire il senso di colpa che si porta dentro e de-responsabilizzarsi, assurge a Verità il relativismo stesso. Così facendo non solo non nega l'esistenza della Verità (uccidendo il suo relativismo) ma ha scelto la via comoda per non prendersi nessuna seria responsabilità verso il mondo e il suo personale destino eterno.
In sostanza il relativista, cosciente o meno, è un fuggitivo.
Proprio il contrario del Vangelo di Cristo che è adesione piena al reale e piena responsabilità verso la storia alla luce dell'eternità.

Il nemico dell'uomo è colui che in nome della libertà dell'autodeterminazione, uccide una vita. Che fa di un dramma, come per esempio l'aborto, un diritto, un'opportunità e soprattutto non lo chiama per nome: omicidio.
Non dimentichiamo che satana è il principe dei liberali e degli umanisti; ma di una libertà che è schiavitù e di un'umanità che è una barzelletta isterica.
satana è il nemico dell'uomo e partorisce sempre nuove e sempre uguali ideologie. Oggi ci tocca il relativismo liberale.