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Rassegna stampa etica
aborto raschiamentodi Paolo Deotto

Col diavolo non si scende a patti. O lo si combatte, senza tregua, o ci si rassegna a diventare suoi servitori.

So già che qualche spirito delicato scriverà in Redazione, per lamentarsi perché la foto pubblicata è troppo “forte” e può turbare. Non so che farci, è la foto della realtà, è la foto della civiltà costruita dal relativismo, dalla folle pretesa dell'uomo di poter fare a meno di Dio. Il mare di dolore e di morte che ci circonda è lì, in quel bimbo fatto a pezzi con tutti i crismi di legge, e a spese delle pubblica sanità, perché alla donna sia garantito il “diritto” di abortire. Certo, abbiamo tanti problemi di cui discutere, c'è una crisi economica che incombe, c'è una crisi politica più o meno permanente, e tante altre gravi cose. Ma finché accetteremo che una società faccia a pezzi i propri figli innocenti e indifesi, finché non ci accorgeremo di essere caduti nel fondo del cinismo e della barbarie, sarà completamente inutile qualsiasi altro discorso. Perché potremo costruire tante cose, ma le costruiremo su un corpo sociale roso dal cancro del male, destinato a disfarsi e a morire come inevitabile conseguenza di una pazzesca confidenza con la morte.

Feci conoscenza meno di due anni fa col Comitato No194, e subito ne fui colpito per la radicalità della proposta: l'abrogazione della legge 194. Senza nulla voler togliere alle numerose e benemerite associazioni a difesa della vita, che da anni operano attivamente e che hanno salvato migliaia e migliaia di bambini, tuttavia il grande merito del comitato No194 è stato proprio quello di aver affrontato di petto (e inizialmente col consenso di pochi) il vero problema: non si può discutere su una “miglior applicazione” della legge 194, non si può accettare supinamente una società in cui una madre è autorizzata a uccidere li proprio figlio (salvo cadere poi lei stessa in un baratro di disperazione).

Non si può, dicevo in apertura, scendere a patti col diavolo.

Ho poi conosciuto l'avv. Pietro Guerini, portavoce nazionale del comitato. Siamo divenuti grandi amici, né era possibile altrimenti. Pietro mi è stato d'esempio: un'operosità instancabile, una volontà di ferro, nella sicurezza della assoluta irrinunciabilità degli obiettivi che si era dato. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: il Comitato No194 conta ormai oltre 2.500 aderenti, come potete leggere nell'ultimo articolo pubblicato dall'avv. Guerini (clicca qui) e come potete constatare sul sito www.no194.org.

L'attività del comitato No194 ha dimostrato anche una cosa importantissima: la gente è cosciente della nefandezza dell'aborto, anche se la gran parte dei mezzi di comunicazione non si occupano nemmeno più dell'argomento, come se il massacro di oltre 5.000.000 (cinque milioni!) di esseri umani sia stato una cosa normale, come se l'aborto fosse un “diritto acquisito”. La gente comune è disgustata, e tra gli stessi medici è ormai altissimo il numero di quanti (grazie al Cielo) si rifiutano di ammazzare bambini: in alcune regioni oltre l'80% dei medici sono obiettori.

A Roma, sabato 8 ottobre, si terrà una conferenza: in calce riportiamo la locandina. Il titolo è sempre quello, già portato in tante altre città italiane da un anno a questa parte: “Aborto: eterna tragedia e nuovo referendum”. Con l'avv. Guerini e col sottoscritto, parteciperà anche il dott. Marcello Riccobaldi, coordinatore nazionale di Militia Christi, uno dei movimenti cattolici che maggiormente ci sono stati finora vicini.

Ma vorrei qui ricordare anche la benemerita opera del Comitato Verità e Vita, dei CAV (che continuano la loro instancabile opera pur nella confusione che, purtroppo, agita il MpV), dell'associazione Ora et Labora in difesa della Vita, dell'associazione Famiglia Domani, del Movimento Europeo Difesa Vita, e di tanti altri che non cito solo per ragioni di spazio. Con tutte queste associazioni, con le persone che donano generosamente il loro tempo a difesa della Vita, il legame è fortissimo, la strada è la medesima, cercando ognuno di operare al meglio, secondo i propri carismi.

È importante che a Roma si sia in molti: Roma è la capitale della Cristianità, e la conferenza di sabato 8 ottobre sarà il punto di partenza per la successiva fase che attende il comitato No194: la raccolta delle firme necessarie per proporre un nuovo referendum abrogativo della legge 194, la legge che ha permesso al demonio di compiacersi, vedendo distrutta la coscienza di un Paese cristiano.

Tutti sono invitati a partecipare alla conferenza di Roma: sabato 8 ottobre, ore 18.30, all'Hotel Polo, piazza Gastaldi 4, Roma.

Sappiamo perfettamente che ci diamo degli obiettivi che sarà difficile raggiungere: abbiamo contro la c.d. “cultura”, liquame di morte, che controlla organi di informazione, posti di potere, cattedre dalle quali si insegna ad amare il crimine.

Ma chi ci ha mai garantito una vita comoda e riposante? La strada è lunga e piena di ostacoli, ma è l'unica. L'altra strada, già percorsa, coi risultati sciagurati che sono sotto gli occhi di tutti, è la strada del male, della morte, della distruzione. La strada del diavolo.

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