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"La speranza dell'Islam sta in Europa. Se non nascerà un Islam europeo continueranno le lotte. L'Europa potrebbe aiutare il dialogo e l'integrazione dei musulmani se solo riscoprisse la propria cultura cristiana". A dirlo in un'intervista a SIR Europa, (http://www.agensir.it/), è p. Samir Khalil Samir, gesuita egiziano, uno dei massimi esperti di cristianesimo e islam. "Il dramma dell'emigrato - spiega il gesuita - è quello di pensare al passato ma se si è scelto di vivere in un'altra cultura o Paese allora serve guardare avanti, conoscere e accettare le leggi che lo governano altrimenti è bene fare ritorno al Paese di origine. Sono europeo non perché sono nato in un paese europeo ma perché ho scelto, esperienza fatta, di esserlo". "Spetta all'Europa accompagnare fraternamente i musulmani a separare religione e politica. Il cristiano può aiutare il musulmano a conciliare queste due identità" cosicché "possa essere un buon musulmano di nazionalità tedesca, francese, italiana e così via. Si tratta di un compito difficile" ma l'Occidente può farlo anche "contribuendo a frenare richieste sul velo, sulla carne lecita, sulla libertà di insegnamento islamico e delle moschee dietro le quali si celano richieste politiche dall'apparenza religiosa".Samir parteciperà il 4 e 5 luglio all'incontro "libertà religiosa: verso Islam europeo?" che si terrà a villa Cagnola di Gazzala (Varese).

News by SIR