Riceviamo e pubblichiamoIl 24 giugno il Consiglio dei MInistri degli Esteri dell'Unione Europea ha adottato le allegate linee guida per "promuovere e proteggere il godimento di tutti i diritti umani da parte di persone LGBTI."
Non vi è stato alcun dibattito al riguardo. La Diplomazia UE non viene ascoltata.
Il documento contiene dei punti oggettivi e positivi riguardante i diritti umani ma li mescola con altri garvemente lesivi dei medesimi a sostegno dell'ideologia Gender.
Questo calderone di alcune cose buone, di cose meno buone e di cose inaccettabili, rende il documento pericoloso.
Sia nella modalità con cui è stato arbitrariamente emesso sia nel suo contenuto.
In base al documento, che contiene, oltre ad altri punti in stridente contrasto con il loro mandato, il Trattato di Lisbona e gli standard internazionali, si evidenzia:
4.tutti i rappresentanti governativi della EU sono "fortemente incoraggiati" a dare sostegno pubblico e a partecipare ai "gay pride"
7.devono monitorare le leggi nazionali sulla morale e l'ordine pubblico e sostenere modifiche legislative pro LGBTI in Paesi terzi
8.sono "fortemente incoraggiati" ad avvalersi della consulenza di organizzazioni che promuovono istanze LGBTI
9.1 devono promuovere i diritti riproduttivi delle persone lesbiche
9.2 devono spingere gli Stati a coprire i costi per gli interventi di riassegnazione sessuale
10.1 devono impedire che i bambini vengano discriminati sulla base del loro orientamento sessuale
11.1 sono "fortemente incoraggiati" a monitorare che i manuali scolastici non abbiano "contenuti discriminatori", "stereotipi negativi" etc.
qui il documento originale:
Questo documento va denunciato in ogni modo; i cittadini europei vanno invitati a protestare con il loro Ministro degli Esteri, i propri parlamentari europei, i Parlamenti nazionali, la stampa. Va diffusa conoscenza di quanto accaduto e messo in discussione il documento approvato.
E' importante che nella lettera si evidenzi quanto già detto in precedenza: ciò che oggi non è vincolante lo diventerà presto; il progetto è renderlo vincolante in futuro, quando le persone si saranno abituate a sentire parlare in continuazione di diritti LGBTI. La lettera deve anche sottolineare che queste "linee guida non vincolanti" sono un'aggressione compiuta su diritti umani fondamentali, universalmente riconosciuti e ai quali non si può derogare.