Signor Presidente,
la delegazione della Santa Sede apprezza con gratitudine l'iniziativa del Consiglio dei Diritti dell'Uomo di avviare uno scambio di opinioni e di punti di vista nel tentativo di giungere alla radice dei diritti umani. Prima ancora di una specifica articolazione dei diritti appare necessaria la ricerca di un comune punto di partenza. I distinti relatori hanno evidenziato alcuni punti di partenza: un'espressione culturale regionale, il concetto di cittadinanza, una prospettiva religiosa. È utile riconoscere tali differenze di approccio, interrogandosi sulla necessità di un più profondo punto di partenza, che preceda le differenze, ossia la nostra umanità comune. Se la persona umana è il fondamento, e la dignità intrinseca che tutte le donne e gli uomini possiedono, allora abbiamo una buona base da cui partire insieme.
Tuttavia, l'attenzione prestata alla persona non è una giustificazione per l'individualismo. Nessuna persona diviene tale se non si relaziona con gli altri, un processo che comincia nella famiglia naturale. Quindi, doveri e responsabilità non sono separabili. A ogni diritto corrisponde un dovere. In questa interazione di diritti e doveri e nella ricerca del bene comune, le comunità vengono formate e protette.
Il compito, dunque, consiste nell'offrire un ambiente adeguato in cui la persona possa fiorire senza indebite discriminazioni. La libertà religiosa è per molti versi un simbolo di questo tipo di ambiente che sostiene sia i singoli sia la comunità.
Forse i relatori possono elaborare ulteriormente le proprie idee sulle due seguenti questioni: 1) in che modo la fonte di diritti nella persona, come mostra la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (UDHR), garantisce di fatto la comunità? 2) In che modo la ricerca del bene comune, che comprende tutti i diritti economici, culturali, civili sociali, può essere l'obiettivo di tutto lo sviluppo nei diritti umani?
Questo esercizio di oggi può preparare un dialogo fecondo che supererà le barriere e sosterrà la riconciliazione e la convivenza pacifica.
Grazie, Presidente.
(©L'Osservatore Romano - 5 aprile 2008\)
I diritti della persona non giustificano l'individualismo
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Durante la settima sessione ordinaria del Consiglio dei diritti dell'uomo, svoltasi a Ginevra dal 3 al 28 marzo scorsi, l'arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, ha pronunciato - il 18 marzo all'interno di un Panel sul dialogo interculturale e i diritti umani - l'intervento che qui di seguito pubblichiamo in una nostra traduzione.