Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Rassegna stampa etica
famiglia-12PARIGI, 28. Se è vero che spetta al potere politico ascoltare la richiesta di un certo numero di persone omo-sessuali, tesa a beneficiare di un quadro giuridico formale in grado di dare validità nel tempo alla loro rela-zione affettiva, è altrettanto vero che la risposta deve essere in funzione del bene comune, di cui lo stesso potere politico è garante. Quindi «la richiesta di allargamento del matri-monio civile non può essere trattata soltanto sotto la prospettiva della non discriminazione» o del principio di uguaglianza «poiché ciò suppor-rebbe di partire da una concezione individualistica del matrimonio, che non è quella del diritto francese per il quale esso ha una chiara vocazione sociale». Con un documento diffuso ieri, il Consiglio «Famiglia e Società» della Conferenza dei vescovi di Francia ha preso ufficialmente posi-zione sul dibattito in corso nel Paese relativo all’estensione del matrimonio civile alle persone dello stesso sesso e alla loro possibilità di adottare figli. Una decisione in questo senso — si legge nella nota dell’organismo presieduto dal vescovo di Le Havre, monsignor Jean-Luc Brunin — «avrebbe conseguenze importanti sui bambini, sull’equilibrio delle famiglie e sulla coesione sociale». Da qui l’opportunità di una riflessione ap-profondita, rivolta ai cattolici, ma che può e deve interessare tutte quel-le persone che si interrogano sulle misure annunciate dal Governo fran-cese. La Chiesa cattolica ricorda ai fede-li di vivere la relazione affettiva nella castità e riconosce, al di là del mero aspetto sessuale, il valore della soli-darietà, dell’attenzione e della cura dell’altro, che possono manifestarsi in un rapporto duraturo. La Chiesa conferma anche la sua predisposizio-ne all’accoglienza delle persone omo-sessuali e «continuerà a dare il suo contributo alla lotta contro ogni for-ma di omofobia e di discriminazio-ne». Tuttavia, pretendere di regolare i problemi del dominio e dell’abuso di potere, presenti nella società, ignorando le differenze fra le perso-ne, «appare una scelta ideologica pericolosa». La differenza fra i sessi esiste ed è una cosa buona, positiva, afferma il Consiglio, per il quale la richiesta di allargare il matrimonio alle persone dello stesso sesso «pone la società davanti alla sfida di trovare nuove forme per vivere le differenze nell’uguaglianza». E il legislatore «dovrà trovare compromessi delicati fra contrastanti interessi individuali». Il principale compito del potere politico — sottolinea la Conferenza episcopale — è difendere non solo i diritti e le libertà individuali ma an-che e soprattutto il bene comune, e «il bene comune non è la somma de-gli interessi individuali», bensì il be-ne dell’intera comunità. Solamente la preoccupazione per il bene comune può fare da arbitro nei conflitti fra diritti individuali. La vera questione è allora di sapere se, nell’interesse del bene comune, «un’istituzione retta dalla legge debba continuare a indicare il legame fra stato coniugale e procreazione, il legame fra l’a m o re fedele di un uomo e di una donna e la nascita di un bambino, per ricor-dare a tutti che la vita è un dono, che i due sessi sono uguali e l’uno come l’altro indispensabili alla vita, che la leggibilità della filiazione è es-senziale per il bambino». Per i vescovi, un’evoluzione del di-ritto di famiglia è sempre possibile ma, piuttosto che cedere alla pressio-ne di differenti gruppi, la Francia dovrebbe instaurare un vero dibattito nella società e cercare «una soluzio-ne originale che risponda alla do-manda di riconoscimento delle per-sone omosessuali senza tuttavia dan-neggiare i fondamenti antropologici della società». La legge non deve mentire sull’origine della vita: di fronte alle questioni dell’adozione e della procreazione medicalmente as-sistita, «come concepire — è scritto nella nota — un’adozione plenaria che sopprima la filiazione originaria e dica che il bambino è “nato dai” suoi genitori adottivi? Bisogna far credere a un bambino che è nato da due uomini o da due donne? Le complicazioni giuridiche sono nume-rose» in quanto «tutto il nostro siste-ma è basato sulla distinzione dei ses-si poiché la trasmissione della vita passa attraverso l’incontro di un uomo e di una donna».

© Osservatore Romano - 29 settembre 2012