ROMA, 10. Le norme sull'esenzione dell'Imposta comunale sugli immobili per le attività che non hanno fini di lucro sono giuste in linea di principio e tuttavia da parte della Chiesa in Italia non ci sono preclusioni pregiudiziali ad approfondimenti e chiarimenti sulla disciplina attualmente in vigore per tutte le attività non profit. È, in sintesi, quanto affermato ieri dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), a margine di un incontro promosso a Genova dal gruppo ligure dell'Unione cristiana imprenditori e dirigenti sul tema "Élite di potere ed etica". "In linea di principio - ha spiegato il cardinale - la normativa vigente è giusta, in quanto riconosce il valore sociale delle attività svolte da una pluralità di enti non profit e, fra questi, degli enti ecclesiastici. Questo è il motivo che giustifica e al tempo stesso delimita la previsione di una norma di esenzione".
Ha aggiunto il porporato: "È altrettanto giusto, se vi sono dei casi concreti nei quali un tributo dovuto non è stato pagato, che l'abuso sia accertato e abbia fine". E "in quest'ottica - ha concluso il presidente della Cei - non vi sono da parte nostra preclusioni pregiudiziali circa eventuali approfondimenti volti a valutare la chiarezza delle formule normative vigenti, con riferimento a tutto il mondo dei soggetti non profit, oggetto dell'attuale esenzione".
Sul tema era intervenuto mercoledì scorso - a margine di un concerto tenutosi nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli - il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, interpellato dai giornalisti sul tema delle misure contenute nel decreto con il quale il Governo italiano intende affrontare la crisi economica in atto: "Il problema dell'Ici - aveva detto - è un problema particolare: un problema da studiare e da approfondire. Però la Chiesa fa la sua parte a favore delle fasce più deboli della popolazione".
(©L'Osservatore Romano 11 dicembre 2011)