Washington, 15. Il progetto di riforma sanitaria approvato dalla commissione Finanze del Senato degli Stati Uniti non è giudicato favorevolmente dai vescovi del Paese. Difesa del diritto all'obiezione di coscienza, finanziamento dell'aborto, accessibilità per tutti, compresi gli immigrati, rimangono questioni non risolte. I presuli confermano dunque quanto già detto nella recente lettera inviata ai membri del Congresso, firmata dal cardinale Justin Rigali, vescovo di Philadelphia, dal vescovo William F. Murphy di Rockville Centre e dal vescovo di Salt Lake City, John C. Wester, presidenti rispettivamente delle commissioni episcopali per le attività pro-vita, per la giustizia interna e lo sviluppo umano e per l'immigrazione.
Il progetto presentato dal senatore democratico Max Baucus, l'America's Healthy Future Act, è stato approvato - si ricorda - con 14 voti a favore e nove contro. Fra i voti a favore anche quello della senatrice repubblicana Olympia Snowe. Prima della sua approvazione, i vescovi avevano affermato che qualora non fossero state introdotte modifiche si sarebbero trovati costretti a opporsi a questo progetto di riforma. Il direttore dell'ufficio episcopale per lo sviluppo, Kathy Saile, ha affermato, dopo la votazione del provvedimento, di rimanere ancora fiduciosa riguardo alla possibilità che alcune "disposizioni problematiche" contenute nei progetti di riforma in discussione - sono cinque in totale quelli presentati al Congresso - possano essere modificate. Tuttavia - ha specificato la stessa Saile - "i tempi incalzano e se non si mette subito mano a quelle disposizioni i vescovi hanno già detto chiaramente che non avranno altra scelta se non quella di opporsi al progetto. L'obiettivo dichiarato della riforma sanitaria era di fornire un'assistenza sanitaria di qualità e accessibile a chi fino a questo momento non ce l'ha. Ci sono forti dubbi che il provvedimento vada in questa direzione". Kevin Appleby, direttore delle politiche per i migranti e i rifugiati della Conferenza episcopale, precisa che il progetto Baucus fallisce immediatamente in uno degli obiettivi dichiarati, quello di ridurre il numero delle persone non coperte dall'assicurazione sanitaria: "Milioni di immigrati regolari e le loro famiglie - spiega - rimarrebbero fuori dal sistema".
Un'altra questione è quella del finanziamento pubblico dei servizi abortivi. Questo progetto, come altri presentati al Congresso - spiega Richard Doerfinger, direttore associato del Segretariato per le attività pro-vita della Conferenza episcopale - si pone al di fuori dell'Hyde amendment, che impedisce - salvo alcuni casi particolari - l'uso di denaro pubblico per finanziare l'aborto. L'emendamento Hyde, va precisato, è legato alle Labor/hhs appropriations bills, le leggi con le quali annualmente si finanziano le attività che fanno capo al Department of Health and Human Services. Lo stesso emendamento va confermato ogni anno. Senza una specifica previsione che faccia divieto di usare il denaro pubblico per finanziare l'aborto - sostengono molte organizzazioni pro-life - i soldi dei contribuenti, quali che siano le loro convinzioni morali o religiose, potranno essere usati per quel tipo di servizi. Per questo, diversi emendamenti ai progetti di riforma sanitaria sono in attesa di essere discussi in Congresso.
(©L'Osservatore Romano - 16 ottobre 2009)
Il progetto Baucus non risolve le questioni più controverse
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