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abbraccio-Cristo-1CITTÀ DEL MEESSICO, 15. Rafforzare la fede per respingere l’egemonia del relativismo che erode sempre di più i valori religiosi. Questo in sin-tesi il messaggio dell’arcivescovo di Città del Messico, cardinale Norberto Rivera Carrera, che ha invitato i cattolici del Paese a «ripensare i va-lori cristiani e rafforzare la propria fede in Cristo al fine di rimanere fe-deli alla Chiesa e ad allontanarsi dal clima relativista che aggrava giorno dopo giorno i mali della società.
La debolezza della fede nei credenti è evidente quando questi abbandona-no la Chiesa per vivere non in con-formità alla condizione di figli di D io». I cattolici nel Paese sono circa cento milioni, poco più del 92 per cento dell’intera popolazione. «La società relativista, la cultura chiusa ai valori trascendenti e la corruzione della vita sociale peggiorano i mali che tutti noi subiamo», ha sottoli-neato il porporato durante la messa celebrata domenica nell’ambito delle iniziative per l’Anno della fede e per il 150° anniversario della cano-nizzazione di san Filippo di Gesù, primo santo messicano morto marti-re in Giappone nel XVIsecolo. La corruzione e la violazione dei diritti umani sono diffuse in Messico. Al riguardo la Chiesa cattolica ha sem-pre invitato tutti i cittadini a im-pegnarsi per debellare questi feno-meni». «In questo particolare momento — ha ricordato il cardinale Carrera Rivera — abbiamo bisogno sempre di più di riscoprire il cammino della fede che ci conduce all’incontro con Cristo, che ci riempie di gioia ed entusiasmo e ci rende testimoni di Colui che ci dona la vita, e la vita in abbondanza». L’arcivescovo di México in diver-se occasioni ha ribadito la necessità del rispetto dell’importanza della vi-ta umana e ha condannato il clima di violenza che da diversi anni sta flagellando il Paese. Non si può re-stare indifferenti di fronte a tanti problemi, occorre generare speran-za, in particolare tra i giovani, per-ché non tutto è perduto. E di recen-te, la Drug and Force Administra-tion (Dea), l’agenzia federale anti-droga statunitense, e l’Immigration and Customs Enforcement (Ice), hanno affermato che in Messico so-no tanti i minori tra gli 11 e i 17 anni reclutati dai narcotrafficanti, come pali o spie. Secondo fonti di stampa locali , i bambini provengono sia dal Messico che dagli Stati Uniti. La Dea ha sottolineato che il com-penso dei minorenni dipende dalla banda criminale che li recluta. Ad esempio l’organizzazione criminale messicana Zetas e il Cartello del golfo offrono una media di cinque-cento dollari per il traffico di droga, mille dollari per controllare gli ostaggi per un mese o millecinque-cento dollari per spiare e informare sugli spostamenti delle autorità. San Diego, in California, al confine con Tijuana, Messico, è una delle locali-tà dove il livello del reclutamento è aumentato negli ultimi mesi. Secon-do i dati, nel sud della California il numero dei bambini messi in carce-re è aumentato. I principali crimini nei quali sono coinvolti sono narco-traffico, complicità in estorsioni e rapimenti, pirateria, corruzione e spionaggio. In alcuni casi i bambini già facevano parte di bande negli Stati Uniti E contro questa società violenta e secolarizzata, dove il denaro gioca un ruolo determinante, il cardinale Rivera suggerisce di rivivere la fede e i valori cristiani prendendo l’esem-pio di san Filippo di Gesù. «Egli sapeva di avere questo tesoro della fede in un vaso di terracotta e chie-deva a Dio la forza per mantenere salda questa fede nel ricevere nel suo corpo il dolore e la morte come il suo Signore. E i momenti di pro-va — ha proseguito il porporato — sono quando il Signore permette ai suoi discepoli di rendere viva la sua parola: “Se uno vuole venire dietro di me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Ma t t e o , 16, 24)». «Auguro che i cattolici messi-cani — ha aggiunto il cardinale Ri-vera Carrera — seguano l’esempio di san Filippo di Gesù che ha dato te-stimonianza della sua fede fino al-l’estremo. Mettiamo il nostro lavoro e i nostri progetti sotto la tutela di questo grande santo, in modo parti-colare i giovani della nostra nazione messicana, affinché scoprano in lui un modello di conversione, un in-tercessore efficace che li conduca all’incontro vivificante con il Signore».

© Osservatore Romano - 16 novembre 2012