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Rassegna stampa etica
Setúbal, 25. Il 2010 è Anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale e la Caritas portoghese dedica a questo evento le sue giornate nazionali (24 e 25 febbraio) che si stanno svolgendo a Setúbal. L'obiettivo è di mettere in evidenza i fattori che maggiormente hanno contribuito all'estensione e alla complessità della povertà e dell'esclusione sociale, nonché di scoprire nuove forme di intervento per sradicare le due piaghe. Occorre riflettere - spiegano gli organizzatori - sulla responsabilità individuale e collettiva dei cittadini, dare impulso ad azioni concrete e nuovo vigore al fronte che si batte per avere più giustizia sociale e più solidarietà. "Al di là dell'indispensabile volontà politica e dell'adempimento responsabile dei doveri della cittadinanza - si legge in un comunicato della Caritas - la complessità che, sempre di più, riveste qualsiasi strategia di lotta alla povertà e all'esclusione sociale esige molta creatività". Le due giornate di riflessione organizzate a Setúbal, intitolate "Lotta alla povertà e all'esclusione sociale attraverso cammini di innovazione sociale", vogliono essere "un contributo che rafforzi il contrasto alle ingiustizie e alle disuguaglianze sociali che avrà quest'anno in ambito europeo una particolare rilevanza".
In Portogallo il 18 per cento della popolazione è a rischio povertà, una cifra certamente elevata che impone uno sforzo collettivo per ridurne i livelli. La crisi economica scoppiata nel 2009 ha allargato la platea delle persone bisognose di aiuto coinvolgendo anche il ceto medio. La Caritas diocesana di Setúbal segnala di aver risposto, solo l'anno scorso, a oltre mille richieste di assistenza fornendo in molti casi un sostegno economico per pagare le bollette o comprare le medicine.
"Dobbiamo essere capaci - spiega Edmundo Martinho, presidente dell'Istituto di sicurezza sociale e coordinatore nazionale dell'Anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale - di assicurare che i nostri bambini crescano in ambienti familiari liberi da privazioni, di garantire ai nostri anziani condizioni di vita degne, di rendere possibile l'accesso ai servizi sociali di qualità a tutti i cittadini, soprattutto ai più vulnerabili, di dimostrare che la povertà e l'esclusione sociale non sono compatibili con un Paese libero e democratico".

(©L'Osservatore Romano - 26 febbraio 2010)