MADRID, 27. Anche in Spagna è il turno della classe media. Gli effetti della crisi economica diventano sempre più pesanti e così alle porte della Caritas, delle mense e dei cen-tri di assistenza gestiti dalle parroc-chie bussano sempre più persone che fino a non molto tempo fa si sentivano al riparo da sorprese e preoccupazioni. È quanto emerge dai dati forniti dalla Caritas spagno-la, che nell’ultimo anno ha assistito oltre 1,8 milioni di persone, circa 200.000 in più rispetto ai dodici mesi precedenti.
Nel Paese la disoc-cupazione è del 25,2 per cento, se-condo i dati dell’ultimo trimestre — — e il 25,5 per cento della popola-zione è ritenuto a rischio povertà. Anche gli ultimi dati relativi al mese di settembre hanno fatto registrare un nuovo record negativo: circa 85.000 nuovi senza lavoro, pari a un aumento dell’1,72 per cento rispetto al mese di agosto. Il rapporto dell’organizzazione ca-ritativa della comunità cattolica ibe-rica è stato presentato dal suo dele-gato nella commissione episcopale per la Pastorale sociale, il vescovo di Barbastro-Monzón, Alfonso Milián Sorribas, che nella sostanza ha con-fermato le serie preoccupazioni espresse già nelle scorse settimane dalla commissione permanente del-l’episcopato in un documento dedi-cato interamente alla crisi economi-ca-finanziaria, in cui è stata indicata nella solidarietà l’unica via di uscita a una situazione tanto fosca. «Quando agisce la Caritas è la stes-sa Chiesa che si pone al servizio del Paese», ha detto il presule. Il rapporto 2011 della Caritas ibe-rica sottolinea ora come l’immensa opera di soccorso e assistenza sia stata possibile grazie al lavoro gra-tuito prestato da quasi 65.000 volon-tari (il 4 per cento in più rispetto all’anno precedente) attraverso la re-te delle oltre 6.000 Caritas parroc-chiali, i cui interventi sono coordina-ti dalle 68 Caritas diocesane distri-buite in tutto il Paese. Nel corso dell’anno passato oltre al numero dei volontari è anche considerevol-mente aumentato l’impegno dei do-natori. Infatti, la Caritas ha potuto dstinare nei suoi programmi sociali un totale di 250.697.475 euro, in au-mento dell’1,28 per cento (3,16 milio-ni) rispetto al 2010. Di questi fondi il 66,3 per cento (166,3 milioni) pro-viene da donazioni private (il 3,8 per cento in più rispetto all’anno precedente). Per il resto sono stati utilizzati interventi pubblici, che, al contrario, sono diminuiti del 2,9 per cento. L’opera assistenziale è stata incentrata principalmente su pro-grammi di attenzione primaria, in cui sono stati investiti 42,5 milioni di euro; programmi di occupazione e inserimento lavorativo, con 42,5 mi-lioni di investimenti. Per la casa e gli alloggi sono stati investiti 2,6 mi-lioni di euro. O vviamente, viene sot-tolineato, l’opera della Caritas non si è limitata all’assistenza prestata al-la popolazione spagnola, ma è stata rivolta anche alle necessità dei Paesi più poveri. In questa luce, altre 4,5 milioni di persone sono state interes-sate dai progetti di cooperazione in-ternazionale nei Paesi del cosiddetto terzo mondo, nei quali sono stati in-vestiti quasi 30 milioni di euro. È comunque la crisi interna quel-la che assorbe maggiori energie e che desta maggiore preoccupazione. Del resto, gli stessi mezzi di comu-nicazione laici nel corso degli ultimi mesi hanno ampiamente riconosciu-to come solo l’opera della Caritas e delle altre organizzazioni umanitarie stia salvando la Spagna dall’esplo-sione sociale. Solo nella capitale la Caritas nel corso del 2011 ha aiutato 115 mila persone. «Abbiamo raddop-piato i turni nelle nostre mense», ha spiegato Javier Hernando, un’op era-tore di Caritas Madrid, «ma anche così non ce la facciamo». Alle men-se della Caritas arriva «ogni giorno più gente del ceto medio, autonomi, persone che pagavano il mutuo per la casa. Gente normale, con vite normali fino a ieri, che ora sono per strada, o senza alcun reddito, senza assegno di disoccupazione, gente normale». La pesante situazione economica del Paese, come accenna-to, è stata analizzata nelle scorse settimane dai presuli della commis-sione permanente che hanno diffuso un documento dal titolo “D avanti alla crisi, la solidarietà”. Dando così voce e speranza alle molte attese di giustizia e di carità che giungono non solo dalle fasce più deboli e da-gli emarginati. In tal senso, la nota ricorda i gesti concreti di carità compiuti a partire dal 2008, come i donativi straordinari alla Caritas spagnola, la dichiarazione “D avanti alla crisi morale ed economica” dell’assemblea plenaria del novem-bre 2009, e l’attuale piano pastorale che invita a una riflessione profonda sui mutamenti sociali e intende sti-molare «una carità effettiva con la quale si passa dalle parole ai fatti».
© Osservatore Romano - 28 ottobre 2012
La Chiesa per la Spagna in difficoltà
- Details
- Hits: 1110