Madrid, 26. Abolizione "quanto prima" della nuova legge sull'aborto, che "dà licenza di uccidere i bambini"; pieno appoggio a qualunque mobilitazione che sia contro il provvedimento e a favore della vita; possibilità di escludere dalla comunione eucaristica i politici che hanno votato la legge; avvio il 25 marzo di una campagna di sensibilizzazione per rendere coscienti i cittadini della gravità della questione. È durissima la reazione dei vescovi spagnoli all'approvazione in via definitiva, da parte del Senato, della legge sulla salute sessuale e riproduttiva e sull'interruzione volontaria di gravidanza. Una legge che, fra l'altro, consente anche alle sedicenni di abortire liberamente entro la quattordicesima settimana di gestazione. Il segretario generale della Conferenza episcopale, Juan Antonio Martínez Camino, vescovo ausiliare di Madrid, l'ha definita "un grave passo indietro nella protezione del diritto inviolabile alla vita", in quanto "non aiuta la donna a portare avanti la maternità, anzi la lascia sola davanti alle sue difficoltà".
Riguardo alla possibilità di negare la comunione eucaristica ai parlamentari che hanno votato la legge, il segretario generale non l'ha esclusa tenendo però a fare un distinguo sulla posizione del re Juan Carlos i di Borbone, che dovrà promulgarla: "Non è la stessa cosa - ha detto il presule - in quanto la situazione del re, legata alla firma del provvedimento, è unica e per lui valgono considerazioni diverse e una qualifica morale distinta rispetto a un parlamentare che dà il suo voto alla legge potendo non darlo". E c'è chi ricorda il precedente di Baldovino i, re del Belgio, fervente cattolico, che nell'aprile 1990 fece obiezione di coscienza abdicando per due giorni pur di non firmare una legge simile, che offendeva la sua religione.
Significative sono comunque le dimissioni dal Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) - il partito del primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero - del vicesindaco di Paradas, Joaquín Manuel Montero. "Mai permetterò che il mio nome compaia assieme a quello di un'organizzazione che legittima la morte di innocenti", ha scritto Montero nella lettera con la quale spiega il suo gesto, criticando il modo in cui il Psoe ha conseguito al Senato "una stretta maggioranza (sei voti) di volontà comprate a colpi di concessioni".
Com'è noto, la nuova legge consente alle donne di scegliere liberamente, fino alla quattordicesima settimana di gravidanza, se abortire o meno. La stessa facoltà è riconosciuta alle minori di 16 e 17 anni che devono tuttavia informare almeno uno dei genitori o un tutore, a meno che tale comunicazione rischi di avere ripercussioni gravi (maltrattamenti, minacce, esclusione) in seno alla famiglia. Una scappatoia, quest'ultima, che rischia di trasformarsi in un drammatico via libera, proprio a favore delle donne più giovani, le più bisognose di attenzioni e consigli. Secondo dati recenti del ministero della Sanità e della Politica sociale, in Spagna, nel 2009, ben 115.812 donne (il 3,27 per cento in più rispetto al 2008) si sono sottoposte a interruzione volontaria di gravidanza, e 10.221 di esse avevano tra i 16 e i 18 anni.
L'aborto è inoltre consentito fino alla ventiduesima settimana in caso di pericolo per la salute della madre o di gravi anomalie del feto, ma solo dietro parere medico espresso da professionisti diversi da quelli che effettueranno l'intervento.
(©L'Osservatore Romano - 27 febbraio 2010)