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Fake et genuine newsLa Pandemia ha evidenziato, nell'isteria millenaristica collettiva, potenziata dal lockdown, tutte le paure, i fantasmi e le preoccupazioni (spesso furiosamente ideologiche) che agitano il nostro cuore.

Quando si parla di Nuovo Ordine Mondiale subito si pensa alla Massoneria.
Ma questa è lettura errata, deviata, superficiale, e a tratti markettara, che, per comodità psichica, per il nostro bisogno manicheo di legare alle parole uno stigma, affibbiamo unicamente a questa corrente - non uniforme - teistica e, certamente, inconciliabile, per natura propria, con il Cristianesimo.
La Massoneria, nei tanti suoi rivoli, non è altro che una brutta deformazione immanentizzata del cristianesimo. E, pertanto, pericolosa. La vigilanza è necessaria.

 

La Chiesa, in realtà, nei suoi desideri millenari, nella sua missio "ad gentes", ha sempre sentito l'esigenza di fare sintesi e di aiutare gli uomini sotto ogni cielo ad incontrare l'unico Creatore e Redentore. Questo in ogni campo, sia esso teologico (importantissimo in questo il Medioevo, di cui siamo sempre in debito, si pensi all'immensa opera di San Tommaso e di molti altri coevi) sia in campo morale, sia in campo filosofico che in ambito civile.

In certo qual modo la grammatica della Morale Naturale (che tanto impregna la nostra Costituzione e il pensiero occidentale) fa parte di questa sintesi, di questo desiderio di "fare ordine" fra tutti gli uomini, del desiderio grande della Chiesa (e del suo dovere battesimale) di unire Ragione e Fede in un'armonia che è propria del sigillo del Creatore. Basti leggere e meditare la Parte Terza del Catechismo della Chiesa Cattolica.

E, di tale parte del catechismo, non sarebbe male farne oggetto di catecumenato, più che di catechesi, nelle nostre comunità, per andare a fondo, esperienzialmente, di tanti aspetti dimenticati riguardanti le strutture archetipiche, i principi e i valori, che da questi derivano.
La Chiesa da sempre nel trovare (cioè riconoscere e svelare) la dimensione razionale della fede, pronta a dare ragione della Speranza che è in Lei, offre una sintesi, una grammatica, un ordine. Al di là di chi desidera scimmiottare tale atteggiamento con proprie visioni ideologiche e malsane per rubare, rubare la pace autentica, il bene vero per adorare la propria immagine.

Per stornare ogni dubbio e di come quando si parla di Nuovo Ordine Mondiale occorre rifarsi alla vera letteratura, quella ecclesiale, riporto parte dello splendido discorso di Papa Benedetto XVI alla Benedizione Urbi et Orbi del 2005.

"... Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prender per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un nuovo ordine mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici. Il suo amore guidi i popoli e ne rischiari la comune coscienza di essere “famiglia” chiamata a costruire rapporti di fiducia e di vicendevole sostegno. L’umanità unita potrà affrontare i tanti e preoccupanti problemi del momento presente: dalla minaccia terroristica alle condizioni di umiliante povertà in cui vivono milioni di esseri umani, dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale che pone a rischio il futuro del pianeta. "
(cfr MESSAGGIO URBI ET ORBI DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI NATALE 2005)

Benedetto XVI, nei primi anni di pontificato è tornato diverse volte su questo argoemnto, ben prima di Papa Francesco.

Anche nella rivista 30 giorni il patriarca ortodosso Alessio II, ribadì un concetto simile.
(cfr. La tua risurrezione, o Cristo, ci ha salvato)

Pertanto quando si parla di Nuovo Ordine Mondiale facciamo attenzione.

Di questo non ne parla solo l'undergound di chi detiene il "potere" economico e lobbistico, ma anche la Chiesa e ne parla in termini totalmente diversi, purificati, realmente illuminati e accesi di zelo per la Salvezza delle anime. Che è la Sua primaria missione. Sempre alla ricerca nel trovare un linguaggio autentico ed incarnato che aiuti gli uomini a riconoscere il loro destino eterno.
E lo fa senza compromessi mondani e senza aggiustamenti con tutto ciò che snaturerebbe l'identità e la missione della Chiesa, come Gesù l'ha voluta e la sostiene.
L'apostolo lo afferma quando con Scienza contempla:
«E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c'era più» (Ap 21,1)

PiEffe

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