NEW YORK, 22. Sarà una cerimonia senza precedenti: 165 capi di Stato e di Governo sono attesi oggi a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, per la firma dell’accordo sul clima raggiunto a Parigi nel dicembre scorso. Una firma che avviene proprio in occasione della Giornata mondiale della Terra, per la quale sono previste manifestazioni in tutto il mondo. Un modo per ribadire l’impegno globale per la protezione dell’ambiente e la lotta al riscaldamento globale. Posto che — come recita il testo — «il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta», l’accordo di Parigi stabilisce che l’aumento delle temperature vada contenuto «ben al di sotto dei 2 gradi centigradi», possibilmente entro gli 1,5. Per centrare l’obiettivo, le emissioni devono cominciare a calare dal 2020. Quasi duecento Paesi hanno approvato l’accordo, compresi Europa, Cina, India e Stati Uniti — i più inquinanti. Per il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, l’a c c o rd o , insieme all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, «ha il potere di trasformare il mondo». Nella riunione di oggi al palazzo di Vetro i rappresentanti dei Paesi dovrebbero non solo porre la sigla definitiva al testo, ma anche illustrare i propri programmi nazionali per la riduzione delle emissioni nocive. Dopo il passaggio a New York, l’intesa dovrà essere ratificata dei singoli Stati ed entrerà in vigore 30 giorni dopo che almeno 55 Paesi che rappresentano il 55 per cento delle emissioni globali di gas serra avranno depositato la ratifica all’O nu. Come detto, per la Giornata della Terra sono previste manifestazioni di sensibilizzazione in tutto il mondo. Al centro dell’evento, nato nel 1970 negli Stati Uniti e ora diffuso in 192 Stati in tutto il mondo, ci sono in particolare gli alberi, essenziali per assorbire l’anidride carbonica prodotta da fabbriche, riscaldamento, auto. Quest’anno, per la 46ª edizione della Giornata, gli organizzatori hanno deciso di lanciare un’iniziativa globale: piantare tanti alberi quanti sono gli abitanti della Terra, 7,8 miliardi, da qui al 2020, quando ricorrerà il 50° anniversario della Giornata. E intanto, anche le principali associazioni a tutela dell’ambiente organizzano eventi e manifestazioni in tutto il mondo. L’attenzione quest’anno è puntata molto sugli sprechi alimentari, si produce troppo cibo che poi finisce nelle discariche, la produzione implica consumo di energia che così diventa un consumo inutile e dannoso.
© Osservatore Romano - 23 aprile 2016