"Il tentativo di introdurre il reato di omofobia nel nostro ordinamento è per il momento fallito, grazie alla mobilitazione, principalmente su Internet, delle associazioni cattoliche e all'impegno profuso da alcuni parlamentari". Così Roberto De Mattei, dell'associazione "Famiglia domani", commenta la bocciatura della legge sul'omofobia da parte della Camera. La "manovra" - si legge in un articolo di De Mattei diffuso dall'associazione - è quella di introdurre il reato di omofobia nel nostro codice penale attraverso la "circostanza aggravante inerente all'orientamento e alla discriminazione sessuale". E' questo il titolo della proposta di legge Concia, che inserisce nell'art. 61 le seguenti parole: "l'avere, nei delitti non colposi contro la vita e l'incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato". De Mattei definisce queste tre righe "devastanti", perché "per la prima volta nel nostro ordinamento, gli omosessuali vengono riconosciuti come categoria giuridica meritevole di speciale tutela, con tutte le conseguenze che da questo derivano".
"Quali sono - si chiede "Famiglia domani" - i delitti contro la ‘libertà morale' a cui si riferisce il testo? Si tratta di ‘violenze' non solo fisiche, ma morali come ingiurie, diffamazioni, aspre critiche rivolte non solo verso la persona omosessuale in quanto tale, ma verso tutta la categoria omosessuale. La condizione omosessuale del soggetto viene protetta dal testo di legge prima ancora della sua integrità fisica e morale". In coerenza con la proposta di legge, dunque, "l'omosessualità non potrebbe essere pubblicamente criticata o ‘discriminata' in quanto tale, perché ciò implica una indiretta lesione morale di tutti gli appartenenti alla categoria". In questo contesto, "criticare l'omosessualità potrebbe essere considerato dal giudice più grave della violenza fisica contro un singolo omosessuale, perché la critica colpisce alla radice proprio quell'orientamento sessuale, che è giuridicamente tutelato dalla legge". La norma in questione, in altre parole, "non solo penalizza coloro che considerano l'omosessualità un disvalore, ma promuove l'omosessualità come un valore positivo, nel diritto e nel costume". Senza contare l'"evidente aspetto di incostituzionalità". Anche se la Camera ha "clamorosamente bocciato" il testo approvato in Commissione, per Famiglia domani "occorre tuttavia tenere alta la guardia, per evitare che il reato di omofobia diventi una sinistra realtà".
© SIR - 14 ottobre 2009
OMOFOBIA: FAMIGLIA DOMANI, “SBARRATA LA STRADA AL REATO”
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