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Rassegna stampa etica
Famiglia-4Molto infelice il titolo dell'intervista a Mons. Paglia di Radio Vaticana qui.
Bisogna stare sempre attenti a non stare allineati alle ideologie correnti. Per il gusto del politicamente corretto.
Purtroppo non c'è solo la questione della violenza del maschilismo ma quella paritetica del femminismo, o almeno di un certo femminismo, che ha prodotto una cultura di morte, aborticida, divorzista e buonista.
Cavalcata e sostenuta da una certa visione liberale che porta all'estremo l'autodeterminazione svincolandola dalla realtà e dalla ragione.
Sostanzialmente per business e per potere. Caratteristiche queste, guarda caso, in genere appartenute alla visione maschilista della vita.

La partigianeria per uno dei due generi, maschile o femminile - perché sia ben chiaro, altri non ve ne sono - non fa altro che alimentare una violenza.
I titoli o i contenuti che strizzano l'occhietto ad ideologie politicamente corrette sono queste, nel contempo, a generare violenza. Quella violenza non eclatante e da condannare senza sé e ma come lo stupro, lo stalking o il mobbing lavorativo, la violenza verbale, la violenza fisica e il comportamento gretto verso la donna, ma quella altrettanto violenta, con altri mezzi e modi, della donna verso l'uomo.

I fatti di questi giorni potevano essere l'occasione per ribadirlo. Ma l'occasione provvidenziale è stata sprecata anche da chi aveva il dovere di non farlo.

Vogliamo fare l'elenco delle situazioni di ricatto affettivo, economico e talvolta giuridico con cui le mogli mettono in ginocchio, in disperazione e degrado i mariti; magari con la complicità di un sistema giuridico ideologico e filo-femminista?
E chi ne fa le spese? L'uomo? Anche. Ma soprattutto loro, i piccoli, i figli. Cosificati come merce di scambio e di ricatto affettivo e relazionale. Sballottati qua e la come un effetto collaterale nella guerra tra i sessi.
Proprio oggi che ricorre la giornata dei Santi Innocenti ricordiamo a noi stessi che dalla guerra e dalla violenza dell'uomo contro la donna e della donna contro l'uomo non viene fuori nulla di buono.
Che le partigianerie politicamente corrette svelano un impianto ideologico tutt'altro che cristiano e cattolico e non fanno il vero bene sociale che è quello della Famiglia.
Tutta intera. Fatta di un papà, di una mamma e di figli, frutto e dono dell'amore. Gioia ed impegno, responsabilità e futuro.

Famiglia che anche laicamente è ridotta a vulnus di necessità sociali e non a motore trainante di una vera economia e prima ancora motore morale e come principio fondante di una società realmente laica, naturale e giusta.
Luogo in cui si coltiva l'orizzonte dell'uomo. La sua capacità di sognare, di essere amato e di donare amore. Di essere adulto. Aperto al trascendente. Luogo di apertura all'altro, allo straniero. Carica del vero benessere che è accoglienza alla vita.
Vita che bussa dentro la famiglia, indipendentemente dal suo stato di salute.
Vita che bussa alla porta della famiglia nella figura del povero e dello straniero.
Vita che bussa alle porte più profonde del cuore e che ci chiama al vero destino; la Vita Eterna.
Famiglia che è capace di trasformare positivamente la società perché capace di essere luogo in cui i membri fanno esperienza di essere persona, unica, irripetibile.
Un dono, non un "fattore", non una cosa.
Anche la politica deve nutrirsi esplicitamente dei fondamenta laici della persona e dell'essere famiglia prima di attuare scelte sociali.
Guai se non fosse così, tanto più se opera per compiacere il politicamente corretto, per consenso e viltà. Per ideologia.
Però si ricordi che il primato laico ed ontologico della persona cresce e si sviluppa se c'è il primato laico, operativo e mirato della famiglia.
Quella di un uomo e di una donna.
Li la persona si percepisce come tale e può donarsi senza confini nella piena maturazione di sé ad un progetto di vocazione esistenziale compiuto.

Pertanto si pesi la parole non solo per non essere violenti ma anche per non essere viscidamente allineati al buonismo ideologico e al politicamente corretto che sono la forma più deleteria di razzismo e che generano a tutt'oggi molte vittime. Compreso chi inconsapevolmente o, peggio, per asservimento, se ne fa portatore.

Paul Freeman