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Rassegna stampa etica
Abile nel manovrare il fioretto facendolo sembrare una piuma, Corrado Augias, a dieci giorni di distanza da un'analoga trasmissione sullo stesso tema proposta da La 7, ha varato la nuova serie del suo Enigma, venerdì in prima serata, su Raitre, con lo speciale Delitto in Vaticano, ripercorrendo le vicende di un triplice omicidio che ha avuto come vittime il neocomandante delle guardie svizzere, sua moglie e un caporale, accusato di esser l'autore della strage e del suo conseguente suicidio. Dal 1998 ad oggi più volte le cronache hanno analizzato i fatti, avanzato dubbi e ipotesi, immaginato complotti e retroscena cupi. Augias, in un confronto fra il direttore di Rai Vaticano, Giuseppe De Carli, e il giornalista di Repubblica Marco Politi, autore di un polemico libro, La Chiesa del no, ha inserito con abile regia teatrale le dichiarazioni sobrie ma appassionate della madre della giovane guardia, e quelle del suo avvocato, di un perito balistico e di una perito grafologo, di una patologa e, dulcis in fundo, di Giorgio Faletti in versione scrittore di successo, lì a commentare la scena dei delitti come se fossero frutto di invenzione. Scenario composito, abbondanza di documenti e di servizi e ritmo scorrevole: con la sottolineatura sommessa ma evidente della tesi, che contrappone, come misteriosi mandanti, gli esponenti di un conflitto segreto fra l'Opus Dei, accusata di esser «molto ricca», e di indefiniti «massoni vaticani». Perché mai, si chiede l'autore, il Vaticano ha avocato a sé " come previsto legalmente " indagini e processo? Cosa nasconde questa «chiusura alla comunicazione» che Politi ha vibratamente paragonato all'inviolabilità della Città Proibita di Pechino e alla segretezza del Cremlino? Una tesi che è un'intenzione ben mirata, una polemica antivaticana condotta ad arte per rivelare un conflitto ideologico: 140 minuti di «spettacolo» per esprimere una contrapposizione resa con intelligenza ma rivelatrice, in sottofondo, di una convinzione che nega l'obiettività dell'indagine e avanza ipotesi vaghe di trame oscure.
© Avvenire