ROMA, 12. Con 372 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti, la Camera dei deputati del Parlamento italiano ha approvato ieri sera il disegno di legge che introduce le unioni civili tra coppie omosessuali quale «specifica formazione sociale». Poche ore prima l’aula di Montecitorio aveva votato la fiducia posta dal Governo, con 369 sì, 193 no e due astenuti. Il provvedimento passa ora alla firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.Il ddl è stato approvato grazie ai voti della maggioranza guidata dal Partito democratico e dal Nuovo Centrodestra, con il supporto del gruppo parlamentare Alleanza Liberalpopolare - Autonomie, e di altri indipendenti. Il Movimento 5 Stelle ha votato no alla fiducia, mentre si è astenuto dal voto sulla legge. Lo stesso ha fatto Sinistra italiana. Voto contrario è stato espresso invece da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Conservatori e Riformisti. E diversi parlamentari del centrodestra hanno lanciato già oggi la campagna per un referendum abrogativo. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha parlato di «una battaglia giusta per i diritti delle persone ». Secondo il titolare di palazzo Chigi, «questo è un giorno di festa, l’Italia fa un passo in avanti ». Renzi ha invece frenato sul nodo della stepchild adoption: la possibilità per uno dei partner di adottare il figlio dell’altro, anche per le coppie omosessuali: la norma, inizialmente inclusa nel testo originario del ddl, è stata poi rimossa. Sul tema «non so se ci sono le condizioni parlamentari — ha detto Renzi — vedremo nelle prossime settimane e mesi». Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, e dal presidente del Senato, Pietro Grasso. Sull’esito delle votazioni si è espresso l’arcivescovo Bruno Forte che, in un’intervista concessa al «Corriere della sera», ha definito il passaggio «una sconfitta per la democrazia, per la qualità del lavoro parlamentare e per la coscienza di tanti». Si è trattato di «un impoverimento della vita democratica su una questione che può avere un impatto enorme per il futuro della società». La democrazia «è tale se su tutte le questioni — ma specialmente su quelle che hanno uno spessore etico e ricadute sociali e culturali — c’è la possibilità di portare e discutere tutti gli argomenti, pro e contro, e valutarli in un dibattito libero e aperto» ha detto l’arcivescovo. «Il politico — ha aggiunto — cerca la via per la quale ciò che decide oggi non solo non danneggi ma accresca il bene comune nel futuro». Parla invece di «legge incostituzionale » il presidente del Forum famiglie, Gianluigi De Paolo. «Ci appelliamo al presidente della Repubblica Mattarella perché, sollevando dubbi di costituzionalità, chieda alle Camere un più attento riesame dell’intera legge» ha detto De Paolo. Sulla stessa linea il commento di Filippo Maria Boscia, presidente dell’Associazione medici cattolici italiani: «La legge sulle unioni civili è contraria alla Costituzione ».
© Osservatore Romano - 13 maggio 2016
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