«Per guidare davvero il paese è necessario conoscerlo da vicino e rispettarne la storia, la tradizione e l’identità»: è quanto, a conclusione dell’assemblea plenaria, sostengono i vescovi italiani che con riferimento alla delicata fase politica richiamano l’urgenza di una «duplice fedeltà», alla tradizione del territorio e al respiro europeo. A illustrare i contenuti del comunicato finale dei lavori, svoltisi per quattro giorni in Vaticano, è stato oggi il cardinale presidente Gualtiero Bassetti, il quale non ha mancato di ricordare le «preoccupazioni» (crisi delle vocazioni, gestione dei beni, riduzione delle diocesi) espresse dal Pontefice nel corso dell’«incontro prolungato di riflessione e dialogo» con l’episcopato che lunedì pomeriggio ha introdotto la riunione assembleare.Nei loro interventi i vescovi, anche sulla scorta della riflessione di Bassetti, hanno disegnato il «volto di un paese segnato da pesanti difficoltà». Si tratta, viene evidenziato, del «frutto della crisi economica decennale — con la mancanza di sicurezza lavorativa e mala-occupazione — e di un clima di smarrimento culturale e morale, che mina la coscienza e l’impegno solidale». Per la Conferenza episcopale italiana, «non si fatica a rinvenirne traccia nel sentimento d’indifferenza per le sorti altrui e nelle tensioni che incidono sulla qualità della proposta politica e sulla stessa tenuta sociale». Allo stesso modo, «la debolezza della partecipazione politica dei cattolici è espressione anche di una comunità cristiana poco consapevole della ricchezza della dottrina sociale e, quindi, poco attiva nell’impegno pre-politico». Da qui, anche l’avvertita necessità di riscoprire, sulla scia dell’esperienza delle Settimane sociali, il patrimonio del cattolicesimo politico italiano. In tal senso, i vescovi si dicono «impegnati ad aiutare quanti sentono che la loro fede, senza il servizio al bene comune, non è piena». Infatti, «la ricostruzione parte da un’attenzione a quanti, a livello locale, con onestà e competenza amministrano la cosa pubblica, senza smarrire uno sguardo ampio e una cornice europea». In questa prospettiva si inserisce la proposta, presentata dal cardinale Bassetti, di un «Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo», che è stata «condivisa in maniera convinta dall’assemblea generale».
Insieme all’adempimento di alcuni importanti atti amministrativi, tra cui l’assegnazione dei fondi dell’otto per mille, la Cei ha fatto il punto sulla preparazione al sinodo sui giovani dell’ottobre prossimo, cammino che culminerà a Roma nell’incontro con il Papa programmato per il mese di agosto.
© Osservatore Romano - 25 maggio 2018