«Sulle orme di Francesco, che proprio in questo santuario si spogliò di se stesso fino alla nudità, per conformarsi a Cristo, Carlo non chiede che la nostra attenzione si fermi a lui: egli è una voce, un invito, un collegamento. I nostri occhi come i suoi puntano a Dio. Ci parla di eterno, perciò mentre ci prepariamo alla sua beatificazione, ci lasciamo ispirare anche dalla venerazione del suo corpo a non accontentarci di ciò che passa, e a scoccare verso l’infinito la freccia della nostra vita». Sono le parole pronunciate dall’arcivescovo-vescovo di Assisi - Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, giovedì 1° ottobre, nella chiesa di Santa Maria Maggiore della città di san Francesco, durante la solenne concelebrazione eucaristica al termine della quale è stata aperta la tomba del venerabile Carlo Acutis.
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Catholic Redirect News: La santità di un ragazzo del nostro tempo
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