Giunge per tutti i residenti in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria il momento di esprimere il proprio voto. Puntualissima come sempre, l'associazione "Nuove onde" ha redatto un dossier molto chiaro sulla situazione elettorale e sulla valutazione delle liste eleggibili.
Il PDF è scaricabile dalla homepage del sito oppure da questo link diretto.
È l'occasione per parlare anche del Lazio che è stato al centro di diverse vicende che definirei "atipiche". Innanzitutto abbiamo scoperto che un trucco delle campagne elettorali, per risultare in cima ad una lista, è presentare i documenti per ultimi. Il rovescio della medaglia è però che si corre il rischio di "tirare troppo la corda" e non arrivare in tempo, come sembra essere accaduto. D'altro canto, tra i "trucchi" di questo mestiere, c'è anche quello di buttare fuori gli avversari segnalandone irregolarità varie ed assortite.
Si è molto parlato del rispetto delle regole. Condivido che le regole vadano rispettate, ma non accetto che a fare questo invito sia chi disdegna il cattolicesimo perché non vuole rispettarne le regole. È vero che sono due organismi differenti che si trovano su piani diversi, ma è anche vero che la maggior parte delle lamentele verso il cattolicesimo deriva da regole che non si vogliono rispettare. Se vi fosse dunque la possibilità di scegliere per uno Stato "parallelo" con meno regole da seguire, sono sicuro che gli stessi che ora lamentano la non pertinenza alle regole cambierebbero la loro adesione senza pensarci mezza volta. Al di là del paragone con il cattolicesimo, voglio evidenziare una forma mentale che è già di suo ostile alle regole e per questo non proprio adatta ad impugnare l'argomento delle regole contro chicchessia.
A prescindere però dal pulpito permane il dato di fatto: che una regola non è stata rispettata. Di questo ne prendiamo senza dubbio atto, ma sarebbe giusto soffermarsi sul senso della regola e sulle sue implicazioni.
La regola esiste per prevenire la furbizia ma non per prevenire la democrazia:
Dal fr. démocratie, che è dal gr. dìmokratía, comp. di dêmos 'popolo' e -kratía '-crazia'Definiziones. f.
1 forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo, che la esercita direttamente o mediante rappresentanti liberamente eletti [...] dal dizionario Garzanti
È democratico che ogni categoria della popolazione, ogni suo ideale, possa giungere in sede governativa e legislativa attraverso i suoi rappresentanti. Non è democratico che una fetta più o meno consistente della popolazione sia impossibilitata ad essere rappresentata. In tal caso non si tratta più di democrazia ma di oligarchia estesa.
Se ci sono motivi "etici" per i quali un partito o un rappresentate politico non può essere eletto, si deve intervenire sulla fetta di popolazione che lo sostiene, educandola ed istruendola, non "tappandole la bocca" con uno sbarramento in sede elettorale. Questa è la democrazia e così funziona, a meno che si voglia proporre un sistema democratico diverso da quello dell'elezione dei propri rappresentanti.
Ora mi rivolgo alla fetta cattolica della popolazione: non credo sia necessario ripetere che un cattolico è rappresentato da un politico che difenda i valori cattolici, se volete quindi esprimere il vostro voto fermatevi un attimo a valutare le idee di chi state per premiare. Se costui o costei sostiene lo spot "più droga, più sesso, più aborto, più eutanasia" e magari ha anche operato delle persone usando una pompa per biciclette (roba da far accapponare la pelle), sarebbe meglio per voi cambiare preferenza perché, di certo, un individuo del genere non rappresenta nemmeno l'uno per cento delle vostre opinioni.
© http://seraphim.splinder.com/ - 25 marzo 2010
Elezioni regionali 2010
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