Un gioco finito nel migliore dei modi. Don Gianni Toni, assistente regionale dell'Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali (Unitalsi), spiega così l'incontro tra Papa Francesco e i suoi ventidue piccoli assistiti, avvenuto nella cappella della Domus Sanctae Marthae nel tardo pomeriggio di venerdì 31 maggio, non a caso l'ultimo giorno del mese mariano.
I piccoli sono ospiti del reparto di oncologia pediatrica del policlinico romano Agostino Gemelli. Da poco sono rientrati a Roma dopo un pellegrinaggio a Lourdes. "Quando eravamo davanti alla grotta di Massabielle - ci ha spiegato don Gianni - per alleggerire con un po' di allegria la pesantezza della fatica abbiamo improvvisato un gioco: disegnare la grotta di Lourdes, per farla poi vedere al Papa che non la conosce". Certo, ci ha confessato il sacerdote, mentre dicevano queste cose ai bambini, nessuno mai avrebbe immaginato che sarebbero finiti proprio davanti al Papa a mostrargli la grotta di Lourdes. E invece il disegno di Giovanni - un bambino sardo di otto anni, divenuto cieco a causa di un tumore al cervello - eseguito sulla sua lavagnetta braille in base alla descrizione della grotta che gli facevano gli assistenti, li ha commossi talmente che hanno deciso di inviarlo veramente al Pontefice con una lettera di accompagnamento per spiegare di cosa si trattava. Non c'è voluto molto di più perché il gioco finisse appunto "nel migliore dei modi". Bisognerebbe averli visti, il piccolo Giovanni e Papa Francesco, ieri pomeriggio, l'uno di fronte all'altro. Giovanni gli ha chiesto: "Ma tu sei goloso?". E il Papa: "Sì, tantissimo. Mi piacciono i dolci. La cioccolata. Anche a te? Sì? Ma non ti fa venire il mal di fegato?". E allora Giovanni gli ha mostrato una grande busta rossa: "Meno male che sei goloso perché io ti ho portato i dolci della Sardegna". Al che il Papa: "Uhm, grazie! Ma vogliamo mangiarli insieme con gli altri bambini?".
E così, sul tono del colloquio tra un nonno e i suoi nipotini, è proceduto tutto l'incontro. I bambini, con i loro genitori, gli assistenti dell'Unitalsi Lazio, guidati dalla presidente della sottosezione romana Preziosa Terrinoni, si sono seduti a semicerchio di fronte al Papa che ha preso posto proprio davanti all'altare. Hanno pregato insieme, poi il Pontefice ha cominciato a raccontare ai bambini una storia: "Una volta Gesù doveva andare in un posto molto importante. Ma non arrivava. Dopo mezzogiorno è arrivato e i discepoli subito gli sono andati incontro: "Ma maestro, come mai sei arrivato tardi?". Beh, sapete cosa gli ha detto Gesù? Sentite bene: "Lungo la strada ho incontrato un bambino che piangeva. Mi sono fermato per stare insieme con lui". Così fa Gesù con un bambino che piange. Con un bambino che ha qualcosa. Tocca il cuore di Gesù, che gli vuole tanto bene".
Poi Papa Francesco ha lasciato la parola alla piccola Michelle. "Sono proprio contenta - gli ha detto tra l'altro - di essere qui a casa tua con gli amici del Gemelli, i medici, i volontari, e con i sacerdoti che ci accompagnano a Lourdes con l'Unitalsi. È bello poterti vedere davvero e non come alla televisione! A Lourdes abbiamo pregato per te, ti abbiamo disegnato la grotta della Madonna, come nostro dono. Ti promettiamo che pregheremo ancora e ti chiediamo di pregare per tutti i bambini malati del Gemelli e del mondo". Il Pontefice l'ha ringraziata stringendola forte a sé. Non finiva più di accarezzare quella sua testolina per metà bendata. Commosso ha ripreso a parlare ai bambini, continuando il dialogo sull'amore di Gesù e chiedendo loro: "Gesù adesso è qui con noi? Sì? Siete sicuri? Bene. È con noi perché ci vuole bene sempre. Gesù cammina con noi nella vita e quando abbiamo problemi lui è sempre vicino a noi".
L'incontro è proseguito in un'atmosfera del tutto particolare. Mano a mano si è creata una corrispondenza straordinaria. Il Papa non finiva più di accarezzare tutti quei bambini, di confortare i genitori, di ringraziare medici e volontari per la loro opera accanto ai piccoli sofferenti. Poi, tutto si è concluso con la preghiera. Ma prima il Pontefice ha voluto parlare di nuovo al cuore dei bambini e ha chiesto loro di ripetere con lui: "Gesù è sempre con noi. Quando siamo felici e contenti Gesù è sempre con noi. Quando siamo tristi, Gesù è sempre con noi perché Gesù ci vuole bene. Non lo dimenticate mai". Sarà difficile che questi piccoli e i loro genitori possano dimenticarlo. Come sarà difficile che il Papa possa dimenticare l'ultima richiesta di Michelle: "Papa Francesco, prega per i nostri genitori perché possano sempre avere un sorriso come il tuo".
(©L'Osservatore Romano 2 giugno 2013)