Rassegna stampa Speciali

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Mons Eleganti«Personalmente sono convinto che l’islam non sia integrabile nei nostri sistemi politici plasmati dal cristianesimo. Non esiste un islam apolitico, di pura interiorità religiosa. È un sistema di dominio. E più i suoi seguaci ne sono convinti, meno è integrabile. Il risultato sono mondi paralleli», parola del vescovo svizzero Marian Eleganti.

Non è un vescovo che cerca il consenso. Benedettino, già abate della St. Otmarsberg e vescovo ausiliare di Coira fino al 2021, è diventato una delle voci più scomode del cattolicesimo europeo. Uomo di rigore spirituale e intellettuale, da anni difende la verità e la bellezza della fede cattolica in un Occidente sempre più ostile e smarrito. Ha pagato il prezzo della fedeltà alla coscienza: nel 2018 si è dimesso da vescovo dei giovani della Conferenza episcopale svizzera per disaccordi di fondo durante il Sinodo dei giovani; e nel 2021 ha presentato le dimissioni a soli 65 anni, dieci anni prima del limite pensionabile obbligatorio. Non ha cercato rifugio nel silenzio. Dal 12 luglio scorso è anche tra i fondatori dell’associazione di laici Pro Fide Ecclesiae, nata per «difendere la Fede dalle interpretazioni e dalle falsificazioni eretiche», per contrastare i tentativi del Cammino sinodale tedesco di alterare la dottrina cattolica. È oggi una delle figure più lucide rispetto ad una delle crisi che attraversano l’Europa: quella migratoria.

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