Da il quotidiano Il Tempo.
Mons. Girolamo Grillo.
Uno dei quotidiani italiani più letti ha destinato due ampi servizi alla questione dell'otto per mille destinato alla Chiesa, ricorrendo ad un'autorevole firma giornalistica, nel tentativo di imporre allo sprovveduto lettore il risibile sillogismo: «Se detestate la casta dei politici, dovete a tutti i costi detestare di più la Chiesa».
Ci si limita, come è ovvio, a cercare di ottenere un piccolo effetto psicologico, nello stile degli esperti del marketing, che suggeriscono senza affermare e lanciano messaggi subliminali per vendere.
Ci si limita, come è ovvio, a cercare di ottenere un piccolo effetto psicologico, nello stile degli esperti del marketing, che suggeriscono senza affermare e lanciano messaggi subliminali per vendere. Caso vuole, peraltro, che tra i lettori possa esserci anche un vescovo per di più in pensione come il sottoscritto, il quale sa bene che se la Chiesa nell'Ottocento non avesse subito la confisca totale dei beni, non avrebbe avuto bisogno di nessuna riparazione da parte dello Stato e, quindi, neppure dell'otto per mille e che, a suo tempo (quando è stata introdotta l'ultima riforma del Concordato), volutamente per lo stipendio da destinare a tutto il clero (vescovi compresi) è stata fatta la «scelta dei poveri». Forse non tutti gli italiani sono a conoscenza che un vescovo come il sottoscritto, alla fine della sua «carriera» (chiamiamola così) è costretto a cavarsela con un migliaio di euro.
Ecco perché, leggendo gli articoli di Repubblica, si ha l'impressione di trovarsi di fronte alle tesi dell'anticlericalismo più stantio, degne del più banale positivismo ottocentesco, con la Chiesa presentata come un parassita nel corpo «sano» che sarebbe la Nazione. A questa conclusione conduce anche il violento attacco che viene fatto alla Cei, colpevole essenzialmente di non essersi rinchiusa nelle sacrestie e di
non essere sulla stessa linea del noto giornalista, il quale (bontà sua) dimostra una certa preoccupazione a motivo dell'impoverimento della ricca vita spirituale della Chiesa negli ultimi anni, attribuibile, a suo modo di
vedere, all'asservimento ad una certa logica verticistica di potere. Chissà che intimo tormento dovrebbe sentire nel suo cuore un anticlericale di sinistra, colpevole soltanto di non aver potuto fare bene i conti di
questo benedetto otto per mille? Né ci si commuove più di tanto, quando, quasi per avere un motivo di
discolpa, lo stesso autore sembra voler accennare alla ben nota competizione tra Via Solferino e l'ex Piazza Indipendenza. Per non dire che si resta del tutto perplessi, anche quando nell'ultimo articolo pretende di esporre dati, i quali non essendo affatto controllabili, rivelano ancor più la sua faziosità. Così come è apparso abbastanza sgradevole il tentativo di contrapporre Valdesi e cattolici, proprio da parte di un laico, il quale, più che seminare discordia, avrebbe dovuto cercare di favorire il dialogo tra gruppi religiosi.
Girolamo Grillo - Vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia