Gentilissimo Paul,
Dopo aver letto sul Tuo bel sito / nella Tua bella newsletter degli attacchi al Papa, ed in particolare del vescovo di Mondovì, mi sono sentito in dovere di contattarlo personalmente, e Lui cortesemente e prontamente mi ha risposto documentando la Sua indiscutibile correttezza. In basso la Sua cortese, pronta e gentile replica. Penso che per il bene della Chiesa e per il dovere di unità che il Papa sempre invoca, debba essere meglio evidenziata la posizione di comunione col Papa del vescovo di Monodvì e la usuale distorsione che i giornalisti ed i media fanno della verità.
Un Cordiale Saluto S. B.
(lettera firmata)
Questa la lettera di Mons. Pacomio pervenuta tramite il nostro lettore
Ill.mo S. B.,
attraverso la segreteria le segnalo la mia lettera alla Stampa pubblicata in data 16 marzo 2010 (pag. 32) e l'articolo su Avvenire in data 19 marzo 2010 (pag. 20). Ad ambedue le testate la mia lettera è stata inviata nel pomeriggio di sabato 13 marzo u.s. unitamente alla precisazione che tre altri sacerdoti erano presenti alla telefonata e possono testimoniare quanto è stato realmente detto.
La ringrazio della sua attenzione.
Santa Pasqua nel Signore, suo
+ Luciano Pacomio
Da parte nostra - redazione del sito e membri dell'Associazione Culturale Zammerù Maskil - ribadiamo i seguenti punti su questa vicenda legata a casi di Pedofilia nel clero e all'agire straordinario - con senso pastorale e amore alla Chiesa unico - del Santo Padre:
1 - Riteniamo, come la Chiesa, madre e maestra ci insegna, che tutti abbiamo bisogno di misericordia. Questo bisogno non fa però confondere il bene con il male e il male con il bene, ma chiama il peccato per nome. La misericordia sottintende la giustizia. Quindi - come si evince chiaramente anche dalla Lettera del Santo Padre ai fedeli di Irlanda - condanna ferma del peccato (in questo caso orribile peccato verso gli innocenti) ma salvaguardia ferma verso il peccatore.
2 - La salvaguardia non vuol dire omertà. Non vuol dire coprire, ma significa che il reo debba fare il suo cammino verso la giustizia umana e verso la giustizia canonica, senza sconti e nella massima trasparenza. Tuttavia la Chiesa, che sgorga dal costato trafitto del Cristo, sa che la persona è più importante di qualunque delitto possa aver commesso, ed in questo atteggiamento sostanziale è chiamata ad educare e a dare testimonianza al mondo che, viceversa, non è luogo né di giustizia né di misericordia ma spesso prima produce i suoi carnefici con ideologie ed etiche "truffaldine" e poi li mette alla gogna. La mentalità del "mondo", talvolta, vuole non il bene dell'uomo ma la sua dissoluzione perché è incapace di Amore.
3 - Ogni parola detta su un terreno massmediatico è detta in un luogo pubblico e non confidenziale né protetto. Esposta ad essere fraintesa, camuffata, travisata; anche in buonissima fede. Pertanto chiunque, sia esso semplice fedele, sia esponente della gerarchia ecclesiatica, è tenuto a fare il bene della Chiesa e non della mormorazione, né della detrazione, né della diffamazione. Su certe questioni, sulla vita reale come sul web, una parola detta, un atteggiamento imprudente spesso è irrecuperabile e crea divisione e sospetto.
Il web 2.0 non è pensato come piazza anarchica in cui essere irrispettosi, maleducati, e per i fedeli mancare di senso di Chiesa e dissentire.
Se dissenso ci vuole, e viene dallo Spirito Santo - il che avviene nello 0,1 % dei casi -, va fatto nelle sedi appropriate e nei modi propri che edificano la Chiesa e i suoi pastori.
Talvolta i siti e i blog cattolici in questo offrono un servizio confuso e non fortemente alternativo nei confronti dei giornali e dei blog "mondani".
Talvolta si piegano a logiche mondane venendo trascinati in dinamiche che non vengono certo da Dio. Alimentano dissenso e scarso e distorto senso di Chiesa e di appartenenza.
Invitiamo dunque noi stessi e tutti coloro che ci leggessero e che sono chiamati a svolgere questo servizio sulla rete ad agire con temperanza e vigilanza davanti a questioni delicate.
4 - Pietro va sempre amato e difeso, amare Pietro infatti - come ribadito qui - è amare Cristo. Ma amare Pietro significa anche amare il collegio degli apostoli e tutti i sacerdoti.
Ci si guardi bene dal giochetto che non viene da Dio e che "divide" in
Papa buono - vescovi cattivi
Papa assediato - curia nemica
Papa solo - Cei contraria
ecc.
Eventuali dissonanze, se ci sono e sono gravi, vanno affrontate prima con la preghiera, poi con il digiuno, poi con la penitenza, poi con il proprio direttore spirituale, poi affrontate in maniera temperante, ferma e pacata nelle sedi opportune. Battaglieri si, ma con Amore e appartenenza a Pietro e a tutta la Chiesa. Altrimenti ci si autolegittima in atteggiamenti "pseudo-profetici" o "pseudo-informativi" pensando di fare un servizio alla Verità invece si sta facendo un servizio al proprio io carnale; senza accorgersene, ma alimentando chiacchiera, polemica, detrazione e diffamazione.
Riteniamo infatti che prima che buoni pastori forse la Chiesa necessita di buoni fedeli. Questa è la chiave di volta che ci insegnano i santi: la propria conversione.
La redazione e l'Associazione di Zammerù Maskil