di Alessandro Gnocchi
Innata modestia dell'intellettuale piemontese: lo prendono troppo sul serio e lui esterna su qualsiasi cosa. Secondo il professore, Benedetto XVI è "grossolano" e "naif" come uno "studente". Che sia un'autocandidatura al soglio pontificio
Filosofo, semiologo, lin guista, storico, politolo go, romanziere, enigmi sta, editorialista. Gli mancava solo il titolo di teologo ma, con le dichiarazioni pubblica te ieri, Umberto Eco ha rimediato alla lacuna. Ora al professore può essere assegnata la cattedra che più di ogni altra ha dimostrato di meritare: Tuttologia. Il Gran Tuttologo, intervistato dal quotidiano Berliner Zeitung , ha sfoggiato la sua competenza in materia. Eco ha detto: «Non cre do che Ratzinger sia un grande fi losofo, né un grande teologo, an che se generalmente viene rap presentato come tale». Un’opi nione è un’opinione, per carità. Sebbene quella di Eco suoni sin golare, poiché l’attuale Pontefice in materia ha un curriculum a dir poco pesante: libero docente di Dogmatica e teologia fondamen tale dal 1956, perito del Concilio Vaticano II, ordinario di Teologia dogmatica e storia dei dogmi, Pre fetto della Congregazione per la dottrina della fede, presidente della Pontificia Commissione Bi blica, presidente della Commis sione Teologica Internazionale, Papa. Mi fermo qui, credo possa bastare. Un’opinione è un’opinione, si diceva. Ma al Gran Tuttologo una semplice opinione da tuttologo non poteva bastare. E infatti ha esagerato: «Le polemiche di Rat zinger, la sua lotta contro il relati vismo sono, a mio avviso, sempli cemente molto grossolane». An zi, «grossolane» è grossolano: «Nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulereb be come lui. La sua formazione fi losofica è estremamente debo le ». Di fronte alla richiesta di argo mentare questi giudizi trancian ti, il Gran Tuttologo sfoggia, oltre a una innata modestia, anche tut ta la forza del suo pensiero, per niente «grossolano»: «In sei mesi potrei organizzarle un seminario sul tema. E può starne certo: alla fine presenterei almeno 20 posi z ioni filosofiche differenti sul rela tivismo. Metterle tutte insieme co me fa Papa Benedetto, come se ci fosse una posizione unitaria è, per me, estremamente naïf». Eco batte Ratzinger 20 a 1. Il Bar Sport della teologia ha trovato un nuo vo idolo da incoronare. Soprattutto semiologo (i mali gni dicono divulgatore della disci plina nel nostro Paese) e roman ziere ( i maligni dicono di livello in ver samente proporzionale al suc cesso), Eco assomiglia sempre più alla figura dell’intellettuale così come l’ha descritta l’econo mista austriaco Friedrich Von Hayek: «Il tipico intellettuale, per esercitare il suo ruolo di mediato re di idee, non ha bisogno di una conoscenza specifica in un deter minato ambito né di possedere particolari capacità intellettuali. Ciò che lo rende idoneo al suo ruo lo è il saper scrivere e parlare agil mente di un vasto numero di argo menti, nonché una posizione o un’abitudine che gli permettono di venire a conoscenza di nuove idee prima delle persone a cui si ri volge » ( Gli intellettuali e il sociali smo ). Un altro economista, Jose ph Schumpeter, più cattivo, in Ca pitalismo, socialismo e democra zia , aggiungeva a quelle appena citate altre due qualità dell’intel lettuale: la assenza di responsabi lità diretta nei fatti concreti e la mancanza di conoscenze di pri ma mano. Von Hayek, che scrive va alla fine degli anni Quaranta, non si illudeva: l’intellettuale avrebbe assunto un peso sempre maggiore nella vita pubblica e la sua influenza sulle opinioni, in cluse quelle politiche, sarebbe cresciuta col passare del tempo. E così è andata. Certo, forse il Gran Tuttologo, se prestasse orecchio alle sue ultime esternazioni, potrebbe trovare tracce di quella «grossolanità» che imputa a Ratzinger. Il paragone tra Berlusconi e Hitler, proposto alla Fiera di Gerusalemme, pur tra mille distinguo e successivi ripensamenti, si direbbe pro prio una battuta (?) «grossolana». Anche le seguenti stime, offerte in un’intervista al Manifesto ,sembrano un filo «grossolane»: «Sette italiani su dieci sono naturalmen te berlusconiani, non vogliono pa gare le tasse e vogliono andare a 150 all’ora in autostrada». Un po’ semplificatorio - diciamo pure: «grossolano» - anche l’appello pubblicato su Repubblica prima delle elezioni 2001. Umberto Eco, vero entomologo della politica, sezionava l’elettorato di centro destra individuando due catego rie: l’Elettorato Motivato compo sto dal «leghista delirante», dall «ex fascista» e da chi «avendo avu to contenziosi con la magistratu ra, vede nel Polo un’alleanza che porrà freno all’indipendenza dei pubblici ministeri»; e l’Elettorato Affascinato in cui rientra «chi non ha un’opinione politica definita, ma ha fondato il proprio sistema di valori sull’educazione stri sciante impartita da decenni dal le televisioni, e non solo da quelle di Berlusconi». Gente che «legge pochi quotidiani e pochissimi li bri », persone che «salendo in tre no comperano indifferentemen te una rivista di destra o di sinistra purché ci sia un sedere in coperti na ». Che Umberto Eco, a furia di ve dersi prendere sempre sul serio, qualsiasi cosa dica, sia diventato Umberto Ego, un Tuttologo un po’ grossolano perfino per i clien ti del Bar Sport?
© www.ilgiornale.it - 20 settembre 2011
Se il tuttologo Eco dà lezioni di teologia persino a Ratzinger
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