Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Rassegna stampa Speciali
giovani-rio-1di Luís Martínez Sistach
Cardinale arcivescovo di Barcellona Attendevamo tutti questo primo viaggio internazionale di Papa Francesco a Rio de Janeiro per avere una prova di ciò che intuivamo e che il viaggio ci ha felicemente confermato. Francesco ha carisma tra i giovani. Parla loro con parole sincere, dirette. Parla al loro cuore e alla loro mente perché diano una risposta a Cristo che venga dal cuore. Parla loro poco, perché così il messaggio abbia maggiore forza.
 Tre idee, prima annunciate, poi brevemente sviluppate e poi finalmente riassunte e applicate al comportamento individuale. Forse la più emozionante delle omelie di Papa Francesco a Rio è stata quella della veglia di sabato notte. Un vero capolavoro. Il viaggio ha messo in rilievo l'armonia e la continuità dei tre ultimi Papi di fronte alla gioventù. Benedetto XVI è stato molto presente alla gmg, ha ricevuto l'applauso dei giovani e Papa Francesco - nella memorabile conferenza stampa di ritorno a Roma - ha detto ai giornalisti questa bella frase: "Per me è come avere a casa un nonno saggio; se ne ho bisogno, lo consulto". I giovani hanno captato l'amore del Papa per loro che sono il futuro della Chiesa e del mondo. I giovani si sono sentiti amati da questi tre Papi e hanno corrisposto al loro amore con il proprio, di qualunque Papa si trattasse. Ma se il carisma di ciascun Papa li convince, ancora meglio. La gmg ha concluso, di fatto, con un omaggio a Giovanni Paolo II, il creatore delle gmg, nell'avere il Papa attuale scelto la città di Cracovia - la città episcopale di Papa Wojtyla - come sede della prossima gmg del 2016.
La gmg di Rio è stata, per Papa Francesco, una settimana piena di interventi, di atti. È stata una gmg piena, ma è stata più che una gmg; è stata una visita pastorale al "suo mondo", a tutto il mondo latinoamericano e dei Caraibi; pensate al suo incontro con la commissione di coordinamento del Celam. Non si tratta di turismo, ma di un intenso programma di eventi che hanno in comune la preghiera, la riflessione, la fratellanza, un programma di incontro di vita con Gesù Cristo. È un vero pellegrinaggio verso il Popolo di Dio giovane, per vivere e celebrare la fede in mezzo a loro e con loro, con sforzo e sacrificio. Sono stati giorni in cui si è dormito poco, ma sono soprattutto giorni in cui è stato possibile intensificare l'incontro personale con Cristo. Essendo uno dei vescovi che hanno collaborato alla gmg - soprattutto nella catechesi precedente agli atti centrali - rendo grazie a Dio di avere potuto vivere questa esperienza e apportare la mia modesta collaborazione.
Abbiamo vissuto, grazie al carisma di Francesco, una gmg profondamente evangelizzatrice. Il Papa ci ha insegnato a uscire, ad andare dove sta la gente, ad arrivare fino alle periferie geografiche ed esistenziali. Egli sa che una di queste periferie è il mondo della gioventù. Ha parlato loro di Gesù come l'amico che mai defrauda, che sempre ci dice quello che più ci conviene, sebbene a volte non sia di nostro comodo. Papa Francesco chiama noi tutti - giovani e non tanto giovani - a "ricostruire la Chiesa", come il Signore chiese al "poverello di Assisi". Ricostruire la Chiesa attuale deve cominciare dalla conversione di ciascuno di noi.
La gmg, il cui motto è stato il mandato di Cristo agli apostoli di "andare per tutto il mondo a predicare l'Evangelo", non deve essere un fatto isolato nella vita delle diocesi, perché si armonizza con la missione essenziale della Chiesa, che esiste per evangelizzare, per suscitare negli uomini e nelle donne di oggi l'incontro personale con Gesù Cristo morto e risorto, l'unico Salvatore. Papa Francesco ha inviato i giovani a evangelizzare i giovani.
La gmg di Rio ha dimostrato che nonostante le 27 edizioni precedenti, ci troviamo davanti a un'iniziativa molto viva e che ha un futuro... I giovani che vi partecipano sono diversi con il passare degli anni e lo schema della celebrazione gli si confà: la sua internazionalità, il suo contatto con la vita reale delle diocesi del Paese ospitante, le catechesi dei vescovi in diverse lingue come preparazione spirituale agli atti finali presieduti dal Papa, la celebrazione della fede.
Ogni gmg è una opportunità perché i giovani cristiani si incontrino con altri giovani cristiani di Paesi e di culture molto diverse. Si crea "una grande fratellanza", per dirlo con le parole di Papa Francesco. Questo li vivifica e li aiuta a superare il complesso che i giovani che seguono Gesù Cristo, al mondo d'oggi, siano pochi. I tre milioni che riempivano la spiaggia e le strade di Copacabana sono il segno che i giovani che seguono Gesù Cristo sono molti, molti di più nelle nostre società; perché, com'è ovvio, non tutti i giovani cristiani erano a Rio.
Tuttavia, questa cifra di tre milioni deve lasciarci soddisfatti e con la sensazione che con il successo della gmg abbiamo già ottenuto molto. Soprattutto, in Europa, dobbiamo coltivare il lavoro con i giovani nelle diocesi, intensificando la pastorale che si sta facendo nelle parrocchie, nelle scuole cristiane, nei movimenti giovanili educativi e del tempo libero eccetera. La gmg è una chiamata per i giovani, ma lo è anche per i vescovi, sacerdoti e diaconi, per i religiosi e le religiose, per i seminaristi, i catechisti e gli educatori laici. Tutti questi devono accompagnare i giovani delle nostre diocesi. Tutti dobbiamo sentirci interpellati dalle parole di Gesù e dalle parole del Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale. Il Papa si è concentrato sui giovani negli atti della gmg, ma ha anche dedicato degli sforzi per parlare ai pastori, ai seminaristi, ai religiosi e alle religiose e ai diversi strati della società sulle proprie responsabilità per non privare i giovani del loro futuro e della loro speranza. Mi pare dobbiamo interpretare la stessa gmg come una "profezia del futuro" tanto per la città di Rio de Janeiro come per il mondo in generale: per questa città, come una "prova generale" in vista di altri grandi avvenimenti sportivi internazionali, che essa dovrà accogliere nei prossimi anni; per la città e per il mondo questi giovani arrivati alla città brasiliana sono una testimonianza di convivenza pacifica e gioiosa, nel loro accettare le difficoltà e nel seguire le indicazioni degli organizzatori. I giovani della gmg danno sempre una grande testimonianza di responsabilità civica e di convivenza per la città che li accoglie. Rio, per fortuna, non è stata, in questo senso, un'eccezione.
Rio de Janeiro ha confermato la primavera che sta vivendo la Chiesa con Papa Francesco.
La gmg è stata una brezza e un clima ecclesiale di speranza che i giovani hanno comunicato al Papa, alla Chiesa e al mondo.
I ragazzi e le ragazze ci hanno dato un'immagine giovane della Chiesa. Aspettiamo da essa molti frutti di vita cristiana al servizio della Chiesa e del mondo.

(©L'Osservatore Romano 2 agosto 2013)