La proposta del testo della relazione finale del sinodo sulla famiglia è stata letta in aula, nella mattina di sabato 24 ottobre, e consegnata all’assemblea. Al termine della lettura integrale, dopo l’applauso del Pontefice stesso e dei 266 padri presenti, il cardinale relatore generale Péter Erdő ha preso la parola per affermare che il testo, integrato con le 248 osservazioni presentate venerdì dai padri a voce e per scritto, è stato accettato all’unanimità dalla commissione.Ed è quindi ora proposto all’attento studio e alla benevola attenzione di tutti. Nel pomeriggio è prevista la votazione di ciascuno dei 94 punti del documento. Inoltre, al termine dei lavori della mattina, l’assemblea ha dato il suo consenso, con un applauso, alla dichiarazione su Medio oriente, Africa e Ucraina. A presentarla è stato il cardinale segretario generale Lorenzo Baldisseri. I lavori della diciassettesima congregazione, dunque, hanno ruotato attorno alla lettura della proposta del testo della relazione finale da parte, nell’ordine, del cardinale presidente delegato di turno Raymundo Damasceno Assis, del cardinale Péter Erdő e dell’arcivescovo segretario speciale Bruno Forte. Il testo è in lingua italiana. Oltre ad aver assicurato la traduzione simultanea, la segreteria del Sinodo ha messo a disposizione un servizio di esperti e traduttori per quanti non hanno dimestichezza e consuetudine con la lingua italiana. Inoltre i padri hanno consegnato alla segreteria la loro proposta per il tema della prossima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. Il cardinale Baldisseri ha anche illustrato i tre doni che il Papa ha voluto a fare a ciascun partecipante al sinodo. Anzitutto una riproduzione della Sacra famiglia che Francesco ha personalmente mostrato all’assemblea. Poi la medaglia coniata per i cinquant’anni del Sinodo dei vescovi. E infine il libro Il profumo del pastore scritto dal gesuita argentino Diego Fares (Ancora editrice). Come sempre, la congregazione si è aperta con la preghiera dell’ora terza. Nella breve omelia, il vescovo di Bilbao, monsignor Mario Iceta Gavicagogescoa, ha parlato del sinodo come spazio dello spirito, esperienza di collegialità e comunione per un reale accompagnamento delle famiglie, mettendosi al loro servizio. Il vescovo ha invitato i pastori ad avere il coraggio evangelico testimoniato efficacemente, nell’umiltà e nella vita di preghiera, dal beato Francisco Gárate, un fratello laico gesuita che per ben quarantuno anni ha svolto la mansione di portineria nella prestigiosa Università cattolica di Bilbao. E monsignor Iceta Gavicagogescoa ha concluso la sua riflessione suggerendo di affidarsi alla protezione della madre di Dio, nella consapevolezza che sono proprio le madri ad avere la capacità di trasformare la casa in un vero e proprio focolare domestico, luogo caloroso di accoglienza e di misericordia.
© Osservatore Romano - 25 ottobre 2015
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