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Rassegna stampa cattolica
Francesca FarneseA cura di P. Pietro Messa, ofm

Nella spiritualità del Seicento l’affezione a Gesù si esprime anche attraverso la poesia, ossia un linguaggio simbolico privilegiato dai mistici in quanto capace di una visione più ampia e meno riduttiva del linguaggio logico. Soprattutto nelle passione partecipazione emotiva e passionalità sono ben presenti, come mostra la sottostante composizione dedicata alla contemplazione di Gesù nell’Orto composta dalla venerabile clarissa Francesca Farnese (1593-1651).



Dal sanguigno sudor bagnata, e molle,

Mir’alma mia la faccia gratiosa

Di quel Signor, che giù dall’alto colle

Del Ciel discese in questa valle ombrosa;

E delle colpe tue la soma volle

Pigliar sopra di sé grav’, e penosa,

E per trar tè da ceppi, e da catene,

Non si curò soffrir tormenti, e pene.



Anzi bramoso ogn’hor di più patire

Per tè c’havea creata a sua sembianza,

volle prima del tempo in sé sentire

Dè suoi fieri dolor l’aspra possanza;

E però fece in un momento unire,

(Ahi fiero duol, ch’ogn’altro duolo avanza)

E spine, e chiodi, e croce, e fruste, e quante,

Pene dovean soffrir le membra sante.



E tutte unite intorno al Divin core,

L’oppresser sì, che respirar’à pena

Poteva, il caro mio dolce Signore,

Tant’era l’alma sua di doglia piena;

Onde converso in un mortal sudore,

Di sangue, che gli uscia per ogni vena,

Restar le membra sue Divine, e Sante

Per la debilità lasse, e tremante.



Poi mirarlo, alma mia, di sangue pieno

Offrir se stesso al Padre per tu’ amore

Pronto à pagar per le tue colpe à pieno,

Dando se stesso al Padre per tu’ amore,

Pronto a à pagar per le tue colpe à pieno,

Dando se stesso à morte di buon core:

Miralo ancor su nel paterno seno,

Come tuo Dio, come tuo Creatore,

E stupisci, vedendo in tal bassezza

Quell’istesso, che miri in tant’altezza.



E poi che sai, che tù fusti cagione,

Ch’ei si trovasse in sì doglioso stato,

Donati tutt’à lui vinta, e prigione,

Edaggli il cor qual schiavo incatenato;

Mostragli, che l’acerba sua passione

Gradisci, e’l sacrificio accetto, e grato,

Ch’offerse al Padre Eterno per tu’amore

Ti fa sua schiava, e ti rapisce il core.



Per un approfondimento cfr.Da santa Chiara a suor Francesca Farnese. Il francescanesimo femminile e il monastero di Fara in Sabina, a cura di S. Boesch Gajano e T. Leggio (Sacro/santo, 21), Viella, Roma 2013.

Altre poesie della venerabile in: 

http://www.ilcattolico.it/catechesi/santi/a-giesu-nel-deserto.html