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Rassegna stampa cattolica
di Sara Muzzi

"Voi catalani avete offerto alla Chiesa il solo uomo che ha compreso la maniera di esercitare l'apostolato tra i musulmani" disse una volta l'arcivescovo di Algeri, il cardinale Léon-Etienne Duval parlando di Raimondo Lullo (1232-1316). In effetti il Doctor illuminatus, come lo designa la tradizione, dedicò tutta la sua lunga vita all'elaborazione di una dottrina sui metodi di propagazione della fede; l'azione missionaria è ciò che dà unità ad un'attività vulcanica e a un'opera scritta vastissima.
A partire dalla propria conversione, il siniscalco del re Giacomo ii di Maiorca seguì letteralmente l'appello evangelico e abbandonò tutto, la moglie, i figli, le ricchezze per seguire Cristo e per conquistare tutti gli uomini all'amore di Cristo. Per far questo, Lullo cercò incessantemente di convincere i potenti della sua epoca della necessità di costituire degli studia dove i futuri missionari, esperti in teologia e filosofia, potessero apprendere le lingue degli infedeli, imparare a predicare e disputare argomentando per rationes necessaries, a conoscere la propria e le altrui dottrine religiose.

La forma di insegnamento missionario che Lullo suggeriva partiva dall'idea della necessità di conoscere anche i costumi e la filosofia degli appartenenti agli altri credi religiosi.
Per realizzare completamente il suo proposito, definì anche un sistema teologico e filosofico basato sul simbolismo universale nella linea dell'esemplarismo bonaventuriano, partendo dagli elementi di convergenza esistenti tra i monoteismi. La fede in un solo Dio onnipotente e una comune visione del cosmo, eredità del neoplatonismo a tutte e tre le culture religiose, costituivano il presupposto da cui Lullo voleva partire.
Per rendere la verità cattolica accessibile a tutti gli intelletti umani, il catalano di Maiorca ideò un sistema combinatorio, la sua Arte. Un'arte, un libro e un metodo per la missione, uno strumento per facilitare il lavoro del pensiero, soprattutto nel dibattito interreligioso dove c'è il rischio di sospettare di ogni parola, dove il dialogo si può interrompere in ogni momento.
Nelle intenzioni lulliane, l'affratellamento universale tra popoli di diversa provenienza può avvenire solo nel nome di un sapere comune correttamente elaborato e diffuso. L'utilizzo di una disputa computazionale, che riduce al minimo ogni possibilità di incomprensione e di suscettibilità, può creare un sistema stabile destinato ai popoli di tutte le confessioni che permette di approssimarsi alla verità, in poco tempo nelle intenzioni del suo creatore. Alcuni potrebbero giungere a una tale approssimazione attraverso una combinazione di elementi, per altri il medesimo risultato potrebbe essere raggiungibile mediante una combinazione diversa.
Alla base di questa tecnica c'era un'attenzione al rispetto degli elementi veritativi che possono essere presenti in ogni fede religiosa e un appello alla libertà delle decisioni personali, in materia di conversioni. La conversione è un'opera d'amore derivante dall'amore di Cristo per tutti gli uomini, che deve essere preparata, accompagnata e realizzata con la conoscenza. Una conoscenza che in Lullo è messa al servizio dell'azione, dell'azione missionaria nel dialogo.
Lullo scelse la via della conoscenza attraverso la persuasione, per mezzo della verità e della logica del discorso, convinto che queste fossero le uniche "armi" legittime per una riforma della società e per la conversione degli infedeli. La fede e la ragione saranno i due strumenti di questo "combattimento", perché non è possibile esigere l'assenso della volontà senza chiamare in causa l'intelletto:  l'immagine che ci offre Lullo è quella di un anziano che si deve appoggiare a un bastone. L'utilità di ricorrere alla ragione per intendere ed esporre le verità della fede, si converte in obbligo con il precetto evangelico:  "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua mente" (Marco, 12, 30); se la volontà conserva il suo proprio oggetto - il bene - quando, con la virtù ricevuta della carità, compie il precetto di amare Dio, in egual modo l'intelligenza conserva il suo proprio oggetto - l'intelliggibile - quando, con la virtù ricevuta della fede, adempie il precetto evangelico.
Con il linguaggio comune della ragione umana, in un clima di tranquillità e di fiducia, Lullo propone un complesso di verità che possono costituire un punto di partenza per la discussione religiosa, essendo accettabili da tutti gli interlocutori. Una volta assicurata una tale base di discussione Lullo era certo che nessuno degli interlocutori avrebbe rifiutato i fondamenti del suo metodo; l'accettazione previa di tali elementi comuni avrebbe garantito lo sviluppo del dialogo e favorito l'introduzione delle componenti caratteristiche del suo sistema. "Iniziare nella concordia è più efficace che iniziare nel contrasto, iniziare disputando con gli infedeli e concordando nelle dignità di Dio e nelle ragioni necessarie, è più utile che guerreggiare soltanto contro gli infedeli contrastandoli con la spada, strappando loro la terra che occupano e uccidendoli", scrive Raimondo Lullo nel Tractatus de modo convertendi infideles (1292).
Lullo non si limitò a descrivere solo l'atmosfera ideale in cui dovrebbe svolgersi un dialogo tra le religioni. Il monastero di Miramar fu una realtà storica. Monumento allo spirito missionario lulliano, realizzazione dell'ideale di tutta la sua vita, il monastero di specializzazione missionaria di Miramar, ponte tra la religione cristiana e quella musulmana, venne istituito nel 1276 e divenne il modello alla base di tutte le proposte lulliane.

(©L'Osservatore Romano - 26 settembre 2009)