Il trovarla è già percorrerla
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"Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano"
Mt. 7,14
Perché Gesù passa dal descrivere la strettezza e l’angustia della porta stretta, entrando nella memoria visiva dei suoi ascoltatori che hanno ben presente le porte strette di Gerusalemme, questa specie di carruggi, tipici dei paesi, che spesso permettono il passaggio di una persona sola per volta, e poi conclude parlando dei pochi che la trovano?
QUESTA È LA FORZA VIVIFICANTE CHE VI DONO
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“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.”
(Gv. 15,12)
✠
"Questo è il mio comandamento,
questo è il mio ordine,
questo è il mio mandato,
questa è la libertà che libera:
che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati”
In effetti “ἐντολὴ” non è un comando militare ma una forza vivificante che genera un mandato.
Forza che nasce da una realtà, quella dell’Amore di Dio in Cristo. Ora svelato.
La novità del Vangelo compie la "Creazione prima" con la ri-Creazione del Risorto, cioè porta l’umanità, l’uomo e la donna, a compiersi secondo la propria natura intima che è quella dell’Amore di Dio. Secondo lo Spirito Santo.
Se l’uomo vive di questo Amore, di questa forza, di questo mandato, di questa energia che libera e dona libertà, l’uomo si compie, si perfeziona, verso orizzonti sempre nuovi e non rinchiudibili se non nel Cammino stesso che lo Spirito dona.
Questo non è senza fatica perché la nostra parte carnale si oppone a questo, non perché esiste una realtà dualistica, ontologicamente parlando, ma perché dentro di noi sperimentiamo una resistenza all’aria pura a cui siamo “destinati”, orientati e compiuti. Il “dualismo” è dentro di noi dalla ferita di origine. E nasce dalla paura, dall’incapacità di arrenderci a Dio e alla Sua Paternità e di vedere ciò che è.
Persino la molteplicità della preghiera, fatta e richiesta. La sete del sapere e della conoscenza, nello scrutatio dell'intelletto, la strutturazione delle leggi etiche e morali, il nostro "corpo bruciato" dalla carità e dal servizio può essere distorto.
Tutto ciò viene corrotto dalla vanità, dall’avarizia e dalla superbia.
La paura incatena dando l’apparenza che tutto sia al suo posto. Ma questa è una Paura che condiziona la purezza della nostra capacità donativa secondo Cristo.
E nascono le fughe spiritualizzate.
L’iper-servizio pastorale.
La teologia rigida nel suo conservare o nel suo progredire, che non ascolta più lo Spirito.
Il devozionismo.
Il sociologismo della carità.
Le deformazioni ideologiche della vita cristiana e tante altre storture che il nostro cuore inventa per non arrendersi a Dio e fuggire la paura in maniera insana.
E non ce ne accorgiamo!
E poiché tali fughe spezzano la persona dal di dentro, si cerca poi la stabilità nei peccati di secondo livello, quelli liminali, il cibo, la lussuria, l’accidia, un ri-equilibrio di questa ferita mai sazia.
Invece lo Spirito Santo dona libertà, immette nella libertà, il comando di Dio in Cristo è questo: rispondere alla natura profonda per cui siamo stati pensati che è quella dell’Amare come Egli ci ha amati.
Amati non in passato ma ora, nella definitività fedele di questo Amore sempre nuovo e creatore, rigeneratore, che fa nuove, sempre, tutte le cose e che ti chiama, ti chiama per nome.
Ti dice chi sei.
Non nel tuo dualismo ma nella tua bellezza, quella unica che Dio ti ha donato.
Cioè rende compiuto, armonico, bello, libero il tuo servire, perché ti rende amico di Dio, figlio nel Figlio, padre e madre dei fratelli.
Spezzando le catene della paura e del sospetto.
Se dunque vuoi essere ciò che sei, nel tuo intimo più intimo, vivi il comando di Cristo: ama come Lui ama.
Fatti plasmare da Lui e arrenditi.
Arrenditi finalmente, perchè qui ti porta l'umiltà: alla resa.
E finalmente vedrai, senza paura.
PER AMORE, SOLO PER AMORE
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"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici." (Gv. 15,13)
GIUSTIZIA E STUPORE
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“πληρῶσαι πᾶσαν δικαιοσύνην
«rendiamo colma tutta la giustizia»”
(Mt. 3,15)
✠
Di quale giustizia parliamo?
Di quella che rende tutte le acque di essere santificate e dunque capaci di adempiere il Battesimo?
Certamente.
(«Discorsi» di san Massimo, vescovo di Torino
Disc. 100 sull'Epifania, 1, 3)
Di quella Giustizia che riapre i cieli chiusi per il peccato?
Certamente.
Di quella Giustizia che fa dunque risalire tutto il Cosmo, tutta la Creazione?
Certamente.
(Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo
Disc. 39 per il Battesimo del Signore)
Ma su una cosa ulteriore vorrei fissare con te l’attenzione.
La pienezza della Giustizia di Dio non è un adempimento soltanto della Legge, tutta intera, ivi compresa quella nuova dell’Amore che sarà poi rivelata, nella Carne e nel Sangue e resa viva dallo Spirito.
La Pienezza della Giustizia è compartecipare dei "sentimenti" di Stupore del Padre, quello Stupore che il Padre ha provato alla Creazione, in vista di Suo Figlio e che ora si svelano a noi anche attraverso il “Battesimo” ad opera di Giovanni:
“Οὗτός ἐστιν ὁ υἱός μου ὁ ἀγαπητός, ἐν ᾧ εὐδόκησα
«Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto»”
(Mt. 3,17)
Qui, in questo Stupore, la prima comunità cristiana intese, per intimo progredire, l’Eulogia che l’apostolo Paolo fece propria – con sguardo colmo di Scienza – scrivendo alla comunità di Efeso:
“Εὐλογητὸς ὁ θεὸς καὶ πατὴρ τοῦ κυρίου ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ, ὁ εὐλογήσας ἡμᾶς ἐν πάσῃ εὐλογίᾳ πνευματικῇ ἐν τοῖς ἐπουρανίοις ἐν Χριστῷ, ..
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo..”
(Ef. 1,3ss)
Qui la Trinità ci chiama, ci prepara un posto e ci attende,
dai secoli eterni.
Unica sazietà:
“μακάριοι οἱ πεινῶντες καὶ διψῶντες τὴν δικαιοσύνην, ὅτι αὐτοὶ χορτασθήσονται.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.”
(Mt. 5,6)
Tutta la conversione, pesante e quotidiana, a volte “impossibile”
è per questa Gioia e questo Stupore.
Cessare il peccato e le opere del peccato, dunque, è opera che nasce dallo stupore che cresce nello Stupore.
È fatta di radicali no per un sì ancora più radicale che muove e regge ogni cosa e che parte dal compiacimento del Padre che guarda ciascuno di noi, in maniera unica guardando il Suo Figlio che, bello e prode, esce dalle Acque del Battesimo per farci degni dello Stupore.
Il Padre così ci dichiara il Suo Amore definitivo e dato.
Egli ci chiama: “Amato”.
Tu sei: “Amato”!
Quello è il tuo unico nome che ti è rivelato in Cristo, per Cristo e con Cristo e che risuona nella dossologia che compie la Preghiera Eucaristica.
Pertanto se pienezza della Legge è l’Amore,
questo Amore,
pienezza dell’Amore è lo Stupore,
lo Stupore gioioso del Padre.
PiEffe
Fare le giuste domande a Dio
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Gv 1, 35-42
Abbiamo trovato il Messia.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
"Che cosa cercate?"
Che cosa cerchi?
Porre le giuste domande e porre le giuste domande a te stesso e a Dio merita una risposta che dona vita.
Cosa cerchi in realtà dietro il tuo fuggire, il tuo mormorare, il tuo polemizzare, il tuo discorrere, il tuo scrivere, il tuo agitarti..
cosa cerchi?
Se sei onesto, profondamente onesto, scarnificato, è lo Spirito che in te chiede per svelare.
Qui ti ha condotto Dio, nel porre giusta domanda e nel chiarire il desiderio, senza sovrastrutture, fantasmi e dissipazioni.
E tu, allora, come Santa Angela rispondi, senza indugio, tracimando dal cuore:
"Voglio Dio, Voglio Dio!"
E vedrai, e l'avrai.