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transfigurationDal Vangelo della Festa della Trasfigurazione - Mc. 9,2-10 - "Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro."



Due sono i dinamismi che nascono dalla paura.

Uno sano che muove alla vigilanza e alla crescita ed un altro, frutto del peccato originale e dalla fragilità umana, che tende al "sedersi", ad "accontentarsi"; quel dinamismo che dice che è "bello stare sul monte con Gesù" ma in realtà non vuole seguire i passi del Signore, decisi e fermi, verso Gerusalemme.

Invece Gerusalemme è ineludibile per una sana crescita umana e cristiana.

Se infatti non si entra in un circuito di donazione e di dono, che può portare anche alla Croce, ma sempre nell'ottica della Resurrezione, tutto il bene che è in noi si indebolisce e ci "ingolfa" nella problematicità dell'esistenza e della carnalità che portiamo dentro.
La nostra vita non sboccia.

C'è il rischio che la spiritualità diventi spiritualismo, il che è una forma velata di "carnalità".
C'è il rishio che la conoscenza intellettuale diventi intellettualismo, gnosi, un narcisismo avvitato e solido.
C'è il rischio che la logica diventi assolutismo di coscienza erronea, un meccanismo di difesa compensativo che non si apre alla Grazia e al sacrificio del "figlio unico".
C'è il rischio che la devozione e la parte emotiva diventi tutto zucchero ed obnubilamento, una droga continua a valori di dipendenza all'eccesso di glicemia spirituale; pornografia.
C'è il rischio che il carisma diventi un "corintizzare" in cui ci si divora a vicenda per il carisma più grande che, da tempo, si è obnubilato dietro un ego ipertrofico.
C'è il rischio che le opere buone compiute diventino occasione di ladrocinio e si trasformino in Pelagianesimo e sotto-derivati.

Come ricordava il Beato Giovanni Paolo II "La fede si rafforza donandola".
"La missione, infatti, rinnova la chiesa, rinvigorisce la fede e l'identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola! La nuova evangelizzazione dei popoli cristiani troverà ispirazione e sostegno nell'impegno per la missione universale."
 (San Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, 2, Proemio)

L'annuncio della fede, la capacità di donarsi per la fede, la capacità di offrire il nostro corpo per il bene dei fratelli e l'amore del Padre è il reale compimento della Trasfigurazione.

Altrimenti "lo stare bene sul monte con Gesù" non è più anticpo e profezia, pausa necessaria e pregustazione, ma luogo in cui scegliamo di fare un'unica volontà rassicurante ma mortifera:
la nostra!

PiEffe