Home

Cerca

preghiera ecumeneCaro Padre Angelo,
vorrei porgerLe umilmente alcuni quesiti che mi turbano.
Il primo è questo: è lecito pregare per la salvezza di una persona che molto probabilmente è morta in peccato?
L’uomo che amavo non era credente, benché educato in una famiglia cattolica, ma aveva perso la fede da giovane, dopo gli studi filosofici.
Io ho sempre cercato di parlargli dell'”altra filosofia”, cioè quella cristiana e di spiegargli che la ragione da sola non può bastare all’essere umano, che nutre dentro di sé un irreprimibile desiderio di eternità.
Dopo una lunga ed estenuante malattia, egli è morto, lontano da me ed io non ho potuto stargli accanto per cercare fino all’ultimo di riavvicinarlo a Dio.
Un giorno, durante la malattia, Marco (non è il suo vero nome) mi scrisse “prega per me” ed io cercai di cogliere l’occasione per parlargli di Dio, ma lui mi rispose “la fede è un dono di Dio”. Una contraddizione in termini, per una persona che continuava a professarsi atea!
Per abbreviare questo lungo e triste racconto, la mia domanda è questa: non avendo modo di conoscere i dettagli della morte (Marco era in un hospice di un’altra città) non ho saputo se ha ricevuto i conforti religiosi e con essi la speranza di un ravvedimento in extremis, posso pregare per la salvezza della sua anima, anche contro ogni apparenza?
Io prego il Signore di perdonarlo, come io l’ho perdonato per i torti terribili che mi ha fatto.
Davanti alla morte, tutte le vicende umane acquistano un altro peso…
Faccio male a sperare nella Divina Misericordia?
Grazie per il tempo che mi ha dedicato leggendo la mia lettera.
Sia lodato Gesù Cristo.

Continua su Amici Domenicani