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Pace e solidarietà per la Terra Santa, al posto della violenza e dell’orrore. Trepidazione per la sorte dell’arcivescovo caldeo, mons. Rahho, e per gli iracheni ancora vittime di una “violenza cieca e assurda”. E’ stato questo il doppio appello di Benedetto XVI, risuonato al termine dell’Angelus di stamattina in Piazza San Pietro. Poco prima, il Papa - ispirato dal Vangelo della quinta Domenica di Quaresima, che racconta della risurrezione di Lazzaro - aveva affermato che, secondo la fede, “la morte del corpo è un sonno da cui Dio ci può risvegliare in qualsiasi momento”. Continua su RV