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Gesu compassionevole grande credit by AZM

La potente affermazione di Gesù sposta l'asse dalla promessa alla comunione vivificante. Se Gesù avesse detto a Marta: "Io sarò la Resurrezione e la vita" avrebbe detto e confermato ciò che Marta crede: Dio è promessa.

Ma la novità è questa: Dio non solo è promessa fedele, Gesù è anche l'Emmanuele, il Dio con noi. Più che la promessa pesa piuttosto la compagnia concreta, intima e fedele con Lui che è la vita.
Il Dio che si commuove per l'uomo, profondamente, tanto constata veramente come l'uomo è capitolato nella morte e rischia la seconda morte. Non è solo un pianto di affetto umano per Lazzaro ma l'empatia di Dio per il degrado dell'uomo, di ogni uomo. 
Pertanto è vero che sarà in futuro la Resurrezione, con anima e corpo glorificato, ma è vero altrettanto che ora, in questo istante, Dio Salva e dona la vita.

La sua compassione, il suo pianto umano-divino genera vicinanza con l'uomo, ogni uomo. Per me è il pianto della compassione, per ciascuno di noi perché si possa cogliere questa comunione e risorgere dal proprio sepolcro. Ora.

Talmente siamo distratti e immersi nelle contraddizioni del quotidiano, dei nostri limiti e peccati che abbiamo smesso di credere e di vedere, soprattutto di vedere, lo stupore della vita che promana, ora, da Lui.
Dunque Lazzaro sono io, chiuso nelle mie ipocrisie, nelle mie paure e nel mio peccato, nei perbenismi, nell'opportunismo tattico e di circostanza, nelle manipolazioni, nelle proiezioni, nelle costanti fughe raffinate, spiritualizzate. Già negli equilibrismi della perenne fuga dal Bene. Ebbene qui, in questo sepolcro lui scardina le mie catene e non teme l'odore nauseabondo che viene dalle mie scelte e dai miei comportamenti incrostati, Lui, ora, si muove a compassione e mi dice: "Vieni fuori!".
Cioè vivi!

Sblocca il tuo cammino vocazionale, sblocca la tua paralisi, sblocca la tua capacità di amare, buttati e gettati nella Mia fedeltà e nella Vita e, finalmente, vivi!

Io ricreo anche su vie tortuose e abbandonate, dice il Cristo, anche su vocazioni sbagliate e binari morti.

Ma in quale modo Gesù mi dona la vita ora? Sopra ogni cosa con il Sacramento della Riconciliazione e con L'Eucarestia e ascoltando intimamente la Sua Parola nella Chiesa. Qui mi attende la vita.

Qui il sacerdote mi "scioglie e mi lascia andare" per la potenza di Cristo.
"Se credi vedrai la gloria di Dio" (Gv. 11,40), e la "gloria di Dio è l'uomo vivente" (S. Ireneo, "Trattato contro le eresie", libro IV, capitolo 20, versetti 5-7).

Vive chi apre la ragione allo splendore della Verità. Vive chi scioglie le antiche catene, chi si tuffa in una cammino vocazionale chiaro e fecondo, chi smette di guardar-si cercando il sé nel sé e si apre all'amore verso i fratelli e il fratello; soprattutto all'amore verso il nemico. Qui si compie il sé, nel noi che sembrava impossibile per la sclerocardia.
Qui troverà il sé bello e splendente pensato, amato e desiderato dall'Eternità.

Vive chi sceglie di essere di Cristo e di appartenere radicalmente alla Chiesa dando la vita per essa, senza riserve.

Elena Francesca Fera & Paul Freeman